La voce di Enrico Berlinguer irrompe sulla scena a ricordare la carta dei diritti e dei doveri.
Si apre all’insegna della “Sana e robusta costituzione” l’atteso concerto di Daniele Silvestri in piazza Duomo a Oristano.
Si affida alle parole del grande politico sardo il cantautore romano per mettere l’accento sugli imprescindibili valori di un paese che ripudia la guerra e difende i diritti di tutti.
Poi l’artista con il suo stile inconfondibile incanta il pubblico sin dalle prime note. Una gremita piazza ha accolto la 2/a tappa del tour nazionale che prende il nome dall’ultimo album “Canzoni a sdraio”. Riflettori puntati sulla suggestiva cornice architettonica formata dalla Cattedrale e dal Seminario su cui è sorta una luna crescente quasi al massimo fulgore. Si è chiuso in bellezza il Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da Legacoop Sardegna e Dromos su un palco che diventa spazio di interazione tra artista e platea.
Al centro la poetica di Daniele Silvestri, il suo impegno civile, la capacità di leggere, con lucida e disincantata ironia, il presente guardando al futuro. In linea con le 3 giornate di riflessione sul significato della pace in un’epoca segnata da guerre, trasformazioni geopolitiche e crescenti disuguaglianze. Sul palco una formazione inedita in trio. Diviso tra chitarre e pianoforte, Silvestri crea un’ alchimia di note e parole in un gioco di riscrittura musicale.
Il live è arricchito dagli assoli di tromba e fagotto puntuali e a volte virtuosi di Marco Santoro e dai ritmi a tratti ipnotici delle percussioni di Davide Savarese. Il cantautore propone tracce dell’ ultimo album e storici successi con nuovi arrangiamenti a disegnare le atmosfere. Un concerto intimo e insieme coinvolgente dove il dialogo con un pubblico entusiasta si fa più intenso con le canzoni manifesto del suo impegno civile.
A dispetto dei pronostici con un frammento dell’ iconica Contessa di Paolo Pietrangeli, Le navi, sulla cultura dell’ accoglienza e poi in While the children play porta il pubblico nei territori di guerra “dove i bambini giocano con le bombe che noi costruiamo”. A bocca chiusa suona come un invito alla resistenza pacifica e alla dignità dei lavoratori. Ma anche un’interessante rilettura di Una giornata al mare di Paolo Conte.
Infine i bis: La paranza che fa scatenare il pubblico e ancora una magia con una versione personalizzata, al piano, della hit Salirò in un crescendo di entusiasmo e applausi nella lunga standing ovation.




















