In una decisione senza precedenti che potrebbe ridefinire per sempre il panorama dei social media, Meta ha raggiunto un maxi-accordo transattivo con 47 Stati americani (e il Distretto di Columbia) per non fallire. L’azienda guidata da Mark Zuckerberg ha accettato di pagare fino a 17,1 miliardi di dollari di sanzioni e di stravolgere il funzionamento di piattaforme come Instagram e Facebook per tutelare la salute mentale dei più giovani. La richiesta era di circa 1.400 miliardi di dollari, ovvero il valore complessivo delle azioni di Meta in borsa.
Una capitolazione storia chiude in fretta e furia un importante processo federale in California e segna un duro colpo al tradizionale modello di business dei social media, da sempre basato sulla massimizzazione del tempo trascorso dagli utenti online per generare profitti pubblicitari.
L’accordo non si limita all’aspetto economico, ma impone a Meta modifiche strutturali radicali per tutti gli utenti statunitensi. Tra le principali novità per arginare la dipendenza digitale arrivano lo stop allo scrolling infinito: I feed non si caricheranno più automaticamente per trattenere l’utente incollato allo schermo; Limiti di tempo rigorosi con l’imposizione di un tetto massimo di due ore al giorno per l’utilizzo delle applicazioni; Un coprifuoco digitale con l’accesso bloccato tra mezzanotte e le 6 del mattino e lo stop assoluto alle notifiche dalle 22 alle 7 per tutelare la qualità del sonno; e infine l’addio ai filtri e ai “Mi piace”: spesso associati a problemi di autostima tra i giovanissimi..
L’esborso iniziale di Meta sarà di circa 12 miliardi di dollari, ma la cifra salirà ai previsti 17,1 miliardi se anche colossi come Snap, TikTok e YouTube accetteranno di sottostare a sanzioni e modifiche simili. Secondo gli esperti, la mossa di Meta riconosce una reale vulnerabilità nei tribunali e anticipa un’ondata di regolamentazioni.






















