Cagliari batte Lecce 1-0 nel posticipo delle 18.30 del lunedì della terza giornata di Serie A.
Il gol decisivo lo segna Daniel Maldini al 29′, con un colpo di testa su angolo di Fazzini.
Per i sardi è la seconda vittoria in campionato.
La reazione che cercava, dopo la delusione dell’eliminazione in Coppa Italia, è arrivata. Fabio Pisacane applaude il suo Cagliari dopo la vittoria contro il Lecce, tre punti pesanti in uno scontro diretto e una prestazione costruita su furore, energia e qualità. «Faccio i complimenti ai ragazzi, hanno passato una settimana impegnativa», ha detto il tecnico. «La Coppa Italia ci ha feriti e avevano voglia di riscattarsi. È arrivata una vittoria molto importante, senza giri di parole era uno scontro diretto e perdere sarebbe stato pesante. Siamo felici di aver dato una soddisfazione alla nostra gente e di aver sentito la sua spinta».
Pisacane è tornato anche sulle ore successive alla gara di Coppa. «Giovedì ho detto ai ragazzi di alzare la testa, perché nel calcio c’è sempre subito un’altra opportunità. Bisogna essere calmi e razionali nella gestione dei momenti: non ho voluto trasferire al gruppo la frustrazione che avevo dentro. I ragazzi si sono dimostrati uomini veri e insieme abbiamo reagito vincendo una partita importante». Una risposta che il tecnico individua soprattutto nell’atteggiamento. «Organizzazione difensiva e furore devono accompagnarci sempre, prima di tutto. In Coppa erano mancati, oggi li abbiamo ritrovati. Inizio a vedere che questi ragazzi, al di là della qualità, mettono dentro corsa e gamba anche senza palla».
La vittoria conferma anche la volontà di un Cagliari capace di evolversi. «Nel calcio bisogna innovarsi, cambiare e rispondere alle esigenze, senza mai accontentarsi o rimanere ancorati al passato. Quanto fatto l’anno scorso non basta: non sono qui per difendere il passato, ma per costruire qualcosa di nuovo». Una crescita che passa anche attraverso la ricerca dell’equilibrio. «Se stasera non avessimo vinto, qualcuno avrebbe potuto pensare che fossi stato presuntuoso a schierare tanti giocatori dai piedi buoni. Conosco i rischi che devo prendermi, ma penso sempre a migliorare e a reagire. Il Cagliari deve avere qualità, ma senza mai perdere i valori che storicamente lo contraddistinguono: furore, energia, dinamismo e sudore».
«Ha tutto, non gli trovo particolari difetti se non quello di dover rimanere sul pezzo per tutti i 100 minuti. Questo è lo step che deve fare per arrivare dove merita. Oggi poteva segnare forse tre gol», aggiunge. «Ha talento, forza, fisicità. Va coccolato e coltivato, ma deve rimanere acceso e non spegnere la luce. Io non lo condanno se prova una giocata, lo richiamo se stacca la spina. Il mio compito è tenerlo sulla corda, perché può darci tanto e, perché no, diventare anche un elemento importante per la Nazionale». La scelta di schierarlo vicino a Mendy aveva inoltre una precisa logica tattica. «Era funzionale anche ad aiutare Paul nel suo lavoro di sponda e di fisicità, per permettergli poi di arrivare in zona gol con maggiore lucidità».
«Alessandro se l’è meritata e io credo in questi ragazzi, glielo dico sempre. Ho giocatori forti e ringrazio la società per avermeli messi a disposizione. Poi nel calcio si fanno scelte e si può anche sbagliare, ma va dato merito al Club e a tutte le persone che lavorano giorno e notte per scovare talenti. Sugamele è un ragazzo italiano e questo ci rende orgogliosi», ha aggiunto Pisacane. «Ma penso anche a Trepy, Mendy e a tanti altri che con noi hanno esordito e trovato spazio. I complimenti vanno condivisi con chi lavora per portare questi ragazzi nel vivaio e nella prima squadra».
«La gente ci ha sostenuto dal primo minuto e non era scontato dopo l’eliminazione di giovedì. Siamo felici di aver dato una grande soddisfazione ai nostri tifosi e di aver conquistato questa vittoria insieme a loro. Dobbiamo sicuramente essere più precisi, ma con l’atteggiamento e l’energia di oggi riesci spesso a portare l’episodio dalla tua parte. Quando abbiamo sbagliato qualche occasione c’è stato un palo o una deviazione: a volte la fortuna dà e toglie».






















