“In base agli elementi acquisiti dalla Commissione nelle vicende che hanno portato alla morte di David Rossi sarebbero coinvolti, con ruoli diversi, Giuseppe Mussari, quale mandante di un’azione di intimidazione che inizialmente non avrebbe dovuto portare alla morte di David Rossi, e Gabriele Ceccherelli, quale soggetto che avrebbe organizzato e scelto le persone, al momento non ancora individuate, da coinvolgere nella fase esecutiva pur rimanendo egli stesso all’esterno di Palazzo Salimbeni”.
Lo ha detto Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte David Rossi nel corso della riunione di oggi dell’Ufficio di presidenza. “L’Ufficio di presidenza ha avuto modo di valutare elementi informativi acquisiti dai consulenti della Commissione nell’ambito di alcuni colloqui con detenuti” ha detto Vinci. “Abbiamo deciso di trasmettere gli atti. Invieremo tutta la documentazione alla Procura. L’autorità giudiziaria saprà come muoversi”.
“Non so niente, non conosco nessuno di questa vicenda, l’unica volta che sono stato a Siena è stato per comprare un paio di scarpe, non ho nulla a che fare con questa vicenda”. Così Gabriele Ceccherelli, ex calciante del Calcio storico fiorentino, commenta le dichiarazioni di stamani del presidente Vinci.
“Viene data la possibilità ai due soggetti indicati di potersi difendere con una modalità del tutto nuova per questa Commissione ossia una sorta di interrogatorio dove ci sarà l’assistenza di un avvocato difensore e la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere. Non si tratta di soggetti indagati. Questa è anche l’occasione per sollecitare tutti quelli che hanno notizie sulla morte di David Rossi a contattare noi o l’autorità giudiziaria. Era un passaggio necessario perché come Commissione abbiamo l’obiettivo di chiarire”. Così, Gianluca Vinci. “Le due testimonianze raccolte sono concordi sulla nostra ricostruzione. Ovviamente se i due” che hanno fatto i loro nomi “hanno mentito a noi che abbiamo gli stessi poteri dell’Autorità giudiziaria risponderanno del reato di calunnia”.




















