“Mentre il Comune di Sarroch ha scelto il silenzio verso la popolazione, il Ministero dell’Ambiente ha dovuto scrivere a Sarlux per chiedere una analisi integrativa e dettagliata dell’incendio del 2 aprile 2026 al CCR, inclusa la stima delle specie inquinanti emesse e i risultati dell’analisi sulle cause. Segno evidente che la documentazione trasmessa dal gestore non era sufficiente.
È un fatto gravissimo.
Perché mentre l’ente che dovrebbe stare più vicino ai cittadini non ha ritenuto di informarli, il Ministero ha dovuto richiamare gli obblighi istruttori e chiedere ancora dati, chiarimenti e approfondimenti.
Gli stessi documenti trasmessi finora mostrano incongruenze che avrebbero imposto ben altra fermezza da parte del Comune:
- prima durata dell’evento: 8:30–9:30;
- poi durata dell’evento: 8:30–9:00;
- causa già indicata come perdita da accoppiamento flangiato;
- ma contemporaneamente analisi delle cause ancora “in corso”;
- quantità di sostanze coinvolte ancora “in fase di stima”.
Eppure il Comune, pur avendo chiesto a Sarlux spiegazioni anche sul mancato allarme, non ha informato la popolazione e non ha reso trasparente la propria gestione interna dell’emergenza.
Ancora più grave: il Comune di Sarroch non ha mai emesso alcuna comunicazione ufficiale per spiegare ai cittadini cosa fosse accaduto, quando fosse accaduto, quali impianti fossero coinvolti e quali verifiche fossero in corso.
Il Comitato ha quindi presentato una formale istanza di accesso civico e accesso alle informazioni ambientali, ma il riscontro comunale è arrivato solo al trentesimo giorno ed è risultato meramente parziale, limitato alla trasmissione di alcuni atti esterni, senza una vera risposta sulle determinazioni del Comune, sul silenzio istituzionale e sulla gestione interna dell’evento.
E c’è un ulteriore dato che pesa: il 3 aprile 2026 Sarlux aveva scritto al Comune che le quantità di sostanze interessate dall’evento erano ancora in fase di stima e sarebbero state comunicate appena disponibili. Eppure, a distanza di circa un mese, nel riscontro trasmesso dal Comune al Comitato non risultano allegati né richiamati tali aggiornamenti promessi dal gestore. Anche questo conferma, quanto meno, un quadro documentale ancora lacunoso e una gestione amministrativa tutt’altro che trasparente.
Ancora più grave: il riscontro della Segreteria comunale al nostro accesso è stato protocollato in uscita con dicitura “Riservato”.
Riservato cosa? Un incendio industriale? Le informazioni ambientali? La gestione dell’emergenza? Le risposte dovute ai cittadini?
Noi diciamo che questa non è trasparenza istituzionale.
Questa è una gestione opaca, difensiva e politicamente inaccettabile di un fatto che riguardava la sicurezza di un intero territorio.
Abbiamo quindi chiesto nuovi atti al Comune e messo a conoscenza il Prefetto.
Adesso vedremo chi i dati li ha davvero, chi li ha chiesti, chi li ha nascosti e chi ha preferito tacere.
“Quando il Comune tace e il Ministero deve ancora rincorrere i dati, il problema non è solo industriale. È istituzionale.”, afferma in una nota il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch.


















