“Da mesi infermieri, OSS e medici sostengono con sacrifici straordinari un sistema che sta progressivamente cedendo sotto il peso di una carenza di personale ormai strutturale.
Oggi non siamo più di fronte a una criticità temporanea o a una situazione emergenziale: siamo davanti al risultato di anni di mancata programmazione, ritardi decisionali e assenza di interventi efficaci. La situazione dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari è sotto gli occhi di tutti.
Mancano infermieri. Mancano OSS. Mancano medici. Aumentano invece i pazienti, i carichi di lavoro, le responsabilità e il rischio che il sistema non riesca più a garantire condizioni di lavoro dignitose e livelli assistenziali adeguati”, afferma Giampaolo Cugliara, Segretario Provinciale della Fials di Cagliari.
“Il Pronto Soccorso, da sempre considerato il biglietto da visita di un ospedale, rappresenta oggi l’emblema di questa crisi. La carenza di medici ha raggiunto livelli tali da costringere persino il Direttore della struttura a coprire turni di dodici ore per garantire la continuità assistenziale. Gli infermieri sono sottoposti a un ricorso continuo alle prestazioni aggiuntive, accumulano turni notturni, rinunciano ai riposi e sopperiscono quotidianamente alle carenze di organico con un senso di responsabilità che va ben oltre i propri doveri contrattuali.
Nel frattempo, i cittadini attendono anche molte ore prima di essere visitati e rimangono parcheggiati in locali sovraffollati, privi della necessaria privacy e spesso in condizioni di promiscuità incompatibili con il rispetto della dignità della persona. Ma il problema non si ferma al Pronto Soccorso.
Le chirurgie, le medicine, la Cardiologia, la Terapia Intensiva Neonatale e la Patologia Neonatale stanno affrontando una cronica insufficienza di personale. Per mantenere aperti i servizi si ricorre sempre più frequentemente a turni di dodici ore, alla riduzione delle presenze infermieristiche notturne e all’utilizzo sistematico del personale reperibile. Questa situazione non è figlia di un evento eccezionale. Non c’è stato alcun terremoto organizzativo, nessuna calamità improvvisa, nessun fatto imprevedibile. Si tratta di una crisi annunciata”…”La organizzazione sindacale FIALS e gli operatori hanno segnalato da tempo il progressivo deterioramento delle condizioni di lavoro e delle dotazioni organiche. Gli allarmi sono stati lanciati, documentati e reiterati. Eppure si è scelto di non intervenire con la necessaria tempestività, lasciando che il problema crescesse fino a diventare ingestibile”, prosegue il Sindacato.
“Emblematico è il ritardo nell’approvazione del Piano Triennale del Fabbisogno del Personale, trasmesso nel novembre 2025 e sbloccato soltanto nel giugno 2026. Mesi preziosi sono andati perduti mentre i reparti si svuotavano di professionisti e il personale rimasto veniva chiamato a sostenere carichi di lavoro sempre più gravosi.
La risposta a questa emergenza non può essere il sacrificio permanente dei lavoratori. Non può essere il ricorso sistematico alle prestazioni aggiuntive. Non può essere la rinuncia ai riposi. Non può essere la normalizzazione di condizioni organizzative che espongono operatori e pazienti a rischi sempre maggiori. Servono decisioni immediate, coraggiose e concrete. Non accetteremo che il funzionamento dell’Azienda continui a reggersi esclusivamente sulla professionalità, sul senso del dovere e sul sacrificio del personale.
Gli infermieri, gli OSS e i medici non possono essere considerati una risorsa inesauribile. Dietro ogni turno aggiuntivo, dietro ogni riposo saltato, dietro ogni notte trascorsa in servizio, ci sono professionisti che stanno pagando un prezzo altissimo in termini fisici, psicologici e familiari”, incalza Cugliara.
“La tutela degli operatori coincide con la tutela dei cittadini. Quando il personale viene portato oltre il limite della sostenibilità, è l’intero sistema sanitario a diventare più fragile. Per questo chiediamo interventi immediati … accorpare i reparti, chiudere in parte i posti letto … verificabili e accompagnati da tempi certi, etc. In assenza di risposte concrete, siamo pronti ad attivare ogni forma di mobilitazione e ogni iniziativa sindacale necessaria affinché vengano garantite condizioni di lavoro sicure, organici adeguati e il rispetto della dignità professionale degli operatori. Il personale sanitario non può continuare a essere la soluzione ai problemi creati dall’assenza di programmazione. Chi ha responsabilità di governo e gestione intervenga subito. Il tempo delle giustificazioni è finito”, conclude il Segretario Territoriale Fials Giampaolo Cugliara.




















