Il ruolo delle Regioni nelle politiche per la competitività, l’innovazione e le competenze, con uno sguardo alla nuova programmazione dei fondi europei. Sono i temi al centro della tavola rotonda conclusiva della quinta edizione del Festival delle Regioni, alla quale ha partecipato la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, insieme ai presidenti Francesco Acquaroli (Marche), Alberto Cirio (Piemonte), Roberto Occhiuto (Calabria) e Francesco Roberti (Molise). Il confronto si è articolato in tre momenti di dialogo con il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.
Fondi europei, insularità e diritto alla mobilità sono stati al centro dell’intervento della presidente Todde nel confronto con il ministro Foti. La Presidente ha chiesto che la futura programmazione delle risorse europee tenga conto delle condizioni di svantaggio della Sardegna e della necessità di ridurre il divario con le altre regioni italiane. “Non chiediamo privilegi”, ha affermato Todde, rivendicando per la Sardegna la possibilità di competere con gli stessi strumenti delle altre regioni. Una richiesta che nasce dalla condizione di un’Isola di 24 mila chilometri quadrati, con circa un milione e mezzo di abitanti e un andamento demografico che rende ancora più complessa la sfida dello sviluppo.
Per la Presidente, la nuova governance dei fondi di coesione dovrà essere coerente con altre due politiche fondamentali per la Sardegna, il diritto a rimanere nei propri territori, il cosiddetto right to stay, e la strategia europea per le isole, anche alla luce del riconoscimento costituzionale dell’insularità. Tre ambiti che devono trovare una risposta comune nelle politiche europee e nei criteri di ripartizione delle risorse, soprattutto considerando il ritorno della Sardegna tra i territori con maggiori difficoltà di sviluppo.
Todde ha riconosciuto la collaborazione istituzionale con il Governo nell’attuazione del PNRR, ricordando i risultati raggiunti in sanità. “Abbiamo centrato il 100% degli obiettivi su case e ospedali di comunità”, ha dichiarato, spiegando come la riprogrammazione degli interventi e il confronto con il Ministero e il Dipartimento per la Coesione abbiano consentito di recuperare una situazione di forte ritardo, rispetto alla quale il raggiungimento degli obiettivi sembrava inizialmente fuori portata.
La Presidente ha però richiamato anche le criticità sul fronte dei trasporti, citando gli investimenti infrastrutturali di RFI previsti dal PNRR e rimasti incompiuti. Ritardi che hanno conseguenze concrete sulla vita dei cittadini e sulla possibilità di spostarsi. “Il diritto alla mobilità è anche uno dei diritti fondamentali delle nostre regioni”, ha ricordato Todde.
Politiche industriali, riconversione delle miniere e investimenti tecnologici sono stati invece al centro del confronto con il ministro Urso. Sollecitata sul futuro industriale della Sardegna, anche alla luce delle crisi che hanno interessato il territorio, la Presidente ha illustrato il lavoro avviato con il Ministero per individuare nuove opportunità di sviluppo.
Tra queste, il progetto di un data center in un’area mineraria dismessa, capace di valorizzare le caratteristiche del territorio, anche grazie alla possibilità di produrre energia attraverso risorse idroelettriche e alla disponibilità di acqua. A queste condizioni si aggiunge la bassa sismicità della Sardegna, un elemento favorevole per ospitare infrastrutture tecnologiche di questo tipo. Il progetto si inserisce inoltre in una prospettiva più ampia, legata all’Einstein Telescope per la ricerca delle onde gravitazionali. “Un’isola che non investe nell’industria intellettuale, che poi è quella informatica, che poi è quella della tecnologia, sta perdendo una grandissima opportunità”, ha affermato Todde.


















