Il teatro Valle di Roma, a 16 anni dalla sua chiusura, è stato finalmente riconsegnato alla città e poi riaperto con lo spettacolo inaugurale ‘La sera della prima. Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro Valle’ scritto e interpretato da Francesco Piccolo. La struttura è tornata a disposizione della città dopo un restauro di circa tre anni e mezzo, costato 11 milioni, e per il quale sono stati usati 450 metri quadrati di legno, 60 tonnellate di ferro e 80 operai.
Il taglio simbolico del nastro è avvenuto alla presenza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, del sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, del presidente della fondazione Teatro di Roma, Francesco Siciliano, e degli assessori alla Cultura del Comune, Massimiliano Smeriglio, e della Regione, Simona Baldassare. E il teatro, il più antico d’Italia tra quelli in attività, considerando che la sua inaugurazione avvenne 300 anni fa, nel 1727, è stato mostrato al pubblico per la prima volta, subito dopo.
La struttura si presenta oggi completamente rinnovata, dopo un restauro finanziato quasi per intero dal Comune con oltre 9 milioni e per un milione e mezzo dal ministero della Cultura, con un nuovo sistema antincendio, un nuovo sistema di climatizzazione e uno di illuminazione. Quello che spicca, però, è naturalmente il restauro della parte antica del teatro, dei fregi, alcuni realizzati da Valadier in persona tra il 1816 e il 1818, dei palchi, dell’orologio antico e della tela del soffitto realizzata di Silvio Galimberti. La prossima, estate, poi, il teatro sarà impreziosita da un nuovo foyer, visto che fino ad oggi ne era rimasto sempre sprovvisto.
“Durante il restauro del teatro sono emerse diverse sorprese– ha poi fatto sapere il sovrintendente capitolino, Claudio Parisi Presicce, nel corso della riapertura del teatro- Penso, ad esempio, ad alcuni puttini monocromi che danzano sull’orologio, su fondo dorato, risalenti alla fase del Valadier. Erano coperti da un indefinito stucco grigio di epoca novecentesca. E poi ad alcuni fregi che non si conoscevano. Ma abbiamo anche recuperato la zoccolatura. In questo caso, solo per alcuni palchi, abbiamo deciso di lasciare il colore originale che ricalca quello dell’alabastro”.
L’impresa è stata impegnativa perché il teatro è fragile e non era messo benissimo. Ma lo abbiamo adeguato alle moderne norme di sicurezza restaurando la sua struttura antica, grazie a quasi 10 milioni messi dal Comune e 1,2 messi dal Ministero. Ora il Valle è entrato nel gruppo del Teatro di Roma”.
E la sicurezza? Con un nuovo e innovativo sistema antincendio e un software predittivo per la gestione delle emergenze, quest’ultima sarà garantita dalle innovazioni tecnologiche messe in campo dalla Polis Consulting di Ciro Cannelonga, che è anche presidente della commissione Grandi eventi dell’ordine degli ingegneri di Roma, e dell’ingegner Benedetto Lamanna, coprogettista del sistema antincendio. Il primo, presente oggi alla riapertura del teatro, ha svelato i dettagli dell’intervento.
“La riapertura del Valle- ha detto proprio Cannelonga- ci ha visto coinvolti sui nostri temi, quelli dell’ingegneria, della sicurezza e dell’ingegneria antincendio. Il teatro è rinato risolvendo un paradigma, ovvero conciliare la cultura, la bellezza, la storicità di un luogo con la sicurezza e con la sicurezza antincendio. Questo attraverso le nuove tecnologie, i nuovi approcci”.
“In particolare- ha concluso Cannelonga- noi siamo stati i progettisti e gli asseveratori dell’antincendio. Oggi la soddisfazione è doppia, perché riapriamo e riapriamo in sicurezza attraverso dei sistemi usati per la prima volta a Roma, quindi innovativi. Penso in particolare al software Tiresia, un sistema predittivo per la gestione dell’emergenza, ovvero un simulatore per la gestione delle folle in caso di emergenze. E poi penso all’impianto antincendio water mist, che ha diversi vantaggi”.





















