Da giovedì 25 a sabato 27 giugno Oristano ospiterà la quinta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso da Legacoop Sardegna e Dromos: tre giornate di incontri, approfondimenti, dialoghi, spettacoli e concerti che quest’anno si raccoglieranno sotto un titolo tanto semplice quanto urgente, “PEACE PLEASE”, in sintonia con l’annuale Giornata Internazionale delle Cooperative delle Nazioni Unite, in programma il prossimo 4 luglio, all’insegna de “Le Cooperative per un mondo di pace“.
Mai come oggi il tema della pace appare strettamente intrecciato alle questioni economiche, sociali e ambientali che attraversano il pianeta. Le guerre che infiammano diverse aree del mondo, le tensioni geopolitiche che ridefiniscono gli equilibri internazionali, la crescita delle disuguaglianze, la crisi climatica e la progressiva erosione di molti degli strumenti di cooperazione multilaterale costruiti nel secondo dopoguerra impongono una riflessione profonda sul significato stesso dello sviluppo sostenibile. A poco più di dieci anni dall’approvazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite – il programma d’azione globale per guidare il mondo verso un futuro più sostenibile, equo e pacifico -, il rischio è che la logica della contrapposizione e della forza prevalga sulla cultura del dialogo, della cooperazione e della solidarietà.
Da questa consapevolezza nasce l’edizione 2026 del Festival dello Sviluppo Sostenibile: non un semplice appuntamento di approfondimento, ma un’occasione per interrogarsi sulle condizioni necessarie per costruire una pace duratura, intesa non soltanto come assenza di conflitti armati ma come capacità di garantire diritti, opportunità, inclusione sociale, partecipazione democratica e sviluppo equilibrato delle comunità.
Il tema scelto dagli organizzatori pone al centro una domanda fondamentale: può esistere uno sviluppo sostenibile senza pace? E, allo stesso tempo, è possibile costruire la pace senza affrontare le disuguaglianze economiche, sociali e culturali che alimentano i conflitti? Attorno a queste domande si svilupperà il confronto tra studiosi, economisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo cooperativo, amministratori pubblici, operatori culturali e cittadini.
L’edizione 2026 assume anche un particolare valore simbolico perché coincide con il centoquarantesimo anniversario di Legacoop: fondata a Milano il 10 ottobre 1886, la più antica organizzazione di rappresentanza delle imprese cooperative italiane celebra una storia che attraversa tre secoli e che si intreccia profondamente con le vicende economiche, sociali e democratiche del Paese. Un percorso costruito attorno a valori come mutualità, partecipazione, solidarietà e responsabilità collettiva, oggi più che mai attuali in un contesto globale segnato da crescenti fragilità. Il Festival di Oristano diventa così anche un’occasione per riflettere sul contributo che il movimento cooperativo può offrire alla costruzione di modelli economici capaci di generare benessere diffuso, coesione sociale e sviluppo sostenibile.
- Al via giovedì 25 giugno
La manifestazione prenderà il via giovedì 25 giugno, alle 17 nel Chiostro della Chiesa del Carmine, anche quest’anno cornice accogliente del festival: l’apertura è affidata al presidente di Legacoop Oristano Gabriele Chessa e al direttore artistico di Dromos Festival Salvatore Corona; poi, spazio ai saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale della Sardegna Piero Comandini, del sindaco di Oristano Massimiliano Sanna e del direttore del Consorzio Uno Francesco Asquer.
Spetterà invece al vicepresidente nazionale di Legacoop Claudio Atzori presentare il tema del festival, cui seguirà l’intervento della presidente della Regione Autonoma della Sardegna che offrirà una riflessione sull’economia della pace nelle Regioni. La presenza di Alessandra Todde assume un particolare rilievo all’interno del programma: in una fase storica caratterizzata da profonde trasformazioni economiche e sociali, il contributo delle Regioni nella costruzione di politiche orientate alla sostenibilità, all’innovazione e alla riduzione delle disuguaglianze rappresenta infatti uno degli elementi centrali del dibattito pubblico. Di economia della pace tratterà anche Catiuscia Marini, responsabile delle politiche europee di Legacoop nazionale, nella sua relazione introduttiva alla tavola rotonda che si apre alle 18:30; coordinata dal giornalista del quotidiano La Nuova Sardegna Enrico Carta, insieme ad Alessandra Todde vedrà la partecipazione del presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu, dell’ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, del nuovo presidente di Legacoop Sardegna Ignazio Angioni, di Veronica Camerada dell’Università di Sassari, e di Mario Raffaelli, autore del volume “Si fa presto a dire pace“; parlamentare per quattro legislature e sottosegretario agli Affari Esteri dal 1983 al 1989, nel suo libro Raffaelli racconta in prima persona la sua esperienza diretta come mediatore in conflitti in Mozambico, Corno d’Africa e Nagorno Karabakh, e spiega come la pace non nasca da semplici appelli morali, ma dalla creazione di condizioni politiche, economiche e istituzionali che permettano alle parti di convivere pur restando diverse o antagoniste.
La prima serie di appuntamenti al Chiostro del Carmine si concluderà con la consegna delle targhe alle imprese longeve e sostenibili, in scaletta alle 19:45: un riconoscimento destinato alle realtà imprenditoriali che hanno saputo coniugare continuità, innovazione e responsabilità sociale.
A fare da corollario alla giornata inaugurale, alle 21 al Teatro Garau va in scena “Mi chiamo Andrea. Faccio fumetti“, un monologo scritto da Christian Poli, interpretato da Andrea Santonastaso e diretto da Nicola Bonazzi: attraverso la vita e l’opera di Andrea Pazienza, autore che ha segnato profondamente la cultura italiana contemporanea, lo spettacolo ripercorre sogni, inquietudini e contraddizioni di una generazione che ha attraversato anni di grandi cambiamenti sociali e politici. Un racconto teatrale che intreccia memoria, creatività e libertà di espressione, restituendo tutta la forza di uno degli artisti più originali e irrequieti del panorama culturale italiano. L’ingresso sarà gratuito con prenotazione tramite Eventbrite.
- Venerdì 26 giugno il festival entra nel vivo
Venerdì 26 giugno il Festival entrerà nel vivo del confronto geopolitico con una giornata interamente dedicata al tema “Cooperare per la pace”. Alle 17, sempre al Chiostro del Carmine, protagonista sarà Dario Fabbri, tra i più autorevoli analisti geopolitici italiani, direttore della rivista Domino e voce tra le più ascoltate nel dibattito pubblico contemporaneo. Il suo intervento introduttivo offrirà una lettura degli attuali equilibri mondiali, dei conflitti in corso e delle trasformazioni che stanno ridisegnando gli assetti internazionali. In un’epoca segnata dal ritorno della competizione tra grandi potenze e dall’indebolimento di molti organismi multilaterali, la presenza di Fabbri rappresenta una delle occasioni più significative del Festival per comprendere le dinamiche che influenzano il presente e il futuro delle relazioni internazionali.
Dario Fabbri dialogherà poi con Simone Gamberini, presidente nazionale di Legacoop, in un confronto moderato da Giuseppe Meloni, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna. L’incontro metterà in relazione due prospettive differenti ma complementari: quella geopolitica e quella economico-sociale, unite dalla ricerca di strumenti concreti per favorire cooperazione e stabilità.
Il dibattito proseguirà alle 18.45 con una tavola rotonda che insieme al presidente di Legacoop Sardegna Ignazio Angioni, vedrà intervenire Andrea Morniroli del Forum Disuguaglianze e Diversità, Anna Maria Pinna, direttrice del CRENoS, Antonello Cabras, vicepresidente di BPER Banca, e Francesco Mola, rettore dell’Università degli Studi di Cagliari. Particolarmente attesa la partecipazione di Marco Minniti, già ministro dell’Interno e oggi presidente della Fondazione Med-Or, centro di ricerca e dialogo strategico dedicato alle relazioni tra Europa, Mediterraneo, Medio Oriente e Africa: la sua presenza consentirà di affrontare il tema della pace da una prospettiva internazionale, analizzando le sfide poste dai conflitti contemporanei, dalle migrazioni, dalla sicurezza e dalle nuove forme di cooperazione tra Stati.
Lo spazio serale dedicato allo spettacolo venerdì 26 troverà in piazza Duomo la giusta collocazione per “La Pace siamo noi”, un evento che unirà musica, parole e identità culturali in una riflessione collettiva sul valore della convivenza e del dialogo tra i popoli. A partire dalle 22, con ingresso libero, si avvicenderanno sul palco la cantante Carla Denule, il Tenore di Bitti “Remunnu ‘e Locu”, gruppo storico della musica tradizionale sarda, “4/4 D’Autore”, progetto che riunisce due cantautori uomini – Stefano Cherchi e diMarzo (Giovanni Cossu) – e due donne: Federica Olla e Sidra (Piera Demurtas). Nome di spicco nel cast della serata, Piero Marras, una delle personalità più significative della scena musicale isolana. Con oltre cinquant’anni di attività, il cantautore nuorese ha saputo coniugare qualità artistica, impegno civile e valorizzazione della lingua e della cultura dell’isola, contribuendo a raccontare l’identità della Sardegna e affermandosi come una voce capace di dialogare con il pubblico ben oltre i confini regionali. La sua presenza arricchisce una serata dedicata alla pace, tema che trova nella sua sensibilità culturale e umana una naturale sintonia.
- Il programma dell’ultima giornata
Sabato 27 giugno il Festival rivolgerà lo sguardo alle nuove generazioni con una giornata dedicata al tema “Generazioni per la pace. Immaginare un mondo diverso”. Coordinata dal giornalista Aldo Macchi, componente dell’Esecutivo Nazionale Generazioni Legacoop, la giornata prenderà avvio alle 17 con la presentazione del libro di Gianluca Scroccu “Sandro Pertini” (pubblicato lo scorso febbraio dalla Salerno Editrice): e sarà un’occasione per riflettere sul valore della democrazia, dell’antifascismo e della cooperazione come strumenti di costruzione della convivenza civile.
Seguirà (alle 17.45 circa) la presentazione dell’indagine “Preoccupazioni, consapevolezze e impegno delle nuove generazioni“, realizzata dal Forum Disuguaglianze e Diversità con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del progetto “A prova di futuro! Giovani e protagonismo“: una ricerca che ha coinvolto circa tremila studenti e studentesse tra i 17 e i 19 anni di ventuno scuole italiane tra il 2023 e il 2026, grazie al Programma di Educazione per le Scienze Economiche e Sociali della Università Cattolica del Sacro Cuore. I risultati evidenziano una forte preoccupazione dei giovani per il futuro, in particolare per la mancanza di lavoro, la guerra, i diritti delle persone, il limitato peso della loro voce e la significativa distanza rispetto alla generazione dei genitori.
Temi e ansie che riecheggeranno e troveranno occasione di approfondimento nel dibattito in agenda alle 18: “Generazioni in dialogo: pace, cooperazione, futuro”. Interverranno Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna, Michele Schirru, coordinatore nazionale Generazioni Legacoop, Camilla Piredda, responsabile nazionale Politiche Giovanili della CGIL, e Daniela Falconi, sindaca di Fonni e presidente di ANCI Sardegna. Nel corso dell’incontro sarà presentata l’esperienza della cooperativa sarda WarFree Service, esempio concreto di impresa orientata ai valori della pace, della sostenibilità e della qualità, con l’obiettivo di costruire un modello economico basato su relazioni etiche e rispettose dell’ambiente. Fondata giusto cinque anni fa, il 15 giugno 2021, la cooperativa mira a garantire occupazione stabile ai soci fondatori e a favorire la crescita economica delle piccole e medie imprese del territorio, proponendo un modello di sviluppo replicabile e sostenibile.
Il ruolo della società civile nella costruzione di comunità più inclusive, solidali e capaci di affrontare le sfide del presente: questo il tema dell’ultimo appuntamento in programma al Chiostro del Carmine alle 19. A trattarlo saranno Valentina Meloni, coordinatrice di Generazioni Legacoop Sardegna, impegnata nella promozione della partecipazione giovanile nel movimento cooperativo; Stefano Tassinari, referente per la pace del Forum Nazionale del Terzo Settore; Sabrina Mancini, responsabile del Servizio Civile di Legacoop Nazionale, da anni impegnata sui temi della cittadinanza attiva e della formazione delle nuove generazioni; e Jacopo Teodori, coordinatore di Generazioni Legacoop Umbria. Al centro del dibattito il contributo del volontariato, dell’associazionismo, del servizio civile e delle reti cooperative nella diffusione di una cultura della pace fondata sulla partecipazione, sulla responsabilità condivisa e sull’impegno concreto nei territori.
Il sipario sul quinto Festival dello Sviluppo Sostenibile calerà in serata sulle note e i versi di Daniele Silvestri, in concerto a partire dalle 22 in Piazza Duomo per una tappa del tour che prende il titolo dal suo nuovissimo album, “Canzoni a sdraio”, pubblicato proprio due settimane prima. Ad accompagnarlo sul palco saranno Marco Santoro al fagotto e alla tromba, e Davide Savarese alla batteria e alle percussioni.
Nell’arco di oltre trent’anni, Daniele Silvestri si è affermato tra le personalità più originali e apprezzate nel panorama nazionale della canzone d’autore, capace di coniugare ricerca musicale, attenzione alla parola e costante sensibilità verso i temi civili e sociali; una formula che rispecchia bene lo spirito del Festival dello Sviluppo Sostenibile e del tema di questa quinta edizione: il suo concerto, sabato 27 a Oristano, rappresenta così la migliore conclusione del percorso proposto nelle tre giornate di PEACE PLEASE. I biglietti, a 20 euro (più diritti di prevendita), si possono acquistare attraverso il sito www.dromosfestival.it.




















