“Il Parlamento ha approvato la legge delega C. 2669 che è una “legge da Delega al governo di decidere in materia di energia nucleare sostenibile” e sul sito del deposito unico delle scorie radioattive in base ai siti individuati nella CNAI (Carta Nazionale delle Aree Idonee) dove i siti sardi sono 8 (OR58-OR59-SU49-SU64-SU65-SU77.
Il combinato della Legge Delega con antri dispositivi di legge e provvedimenti di vario tipo che mettono insieme la nascita dell’agenzia Nuclitalia, il sistema di autorizzazione unica, il richiamo al potere sostitutivo, l’adozione della sismicità come criteri principale, il declassamento del criterio insularità, il finanziamento di 320 milioni di euro per l’adattamento del porto di Santa Giusta-Oristano ed i sondaggi eseguiti e in corso nei siti sardi rende serio che l’Ulisse Radioattivo trovi la sua Itaca in Sardegna.
A ciò si aggiunge il pericolo la nostra isola venga scelta per la sperimentazione della buffala dei reattori modulari i cosiddetti Small Modular Reactor, SMR i quali per quanto ci risulta renderebbero l’energia più cara non solo di quella prodotta con energia rinnovabile ma anche di quella prodotta con le centrali nucleari esistenti.
I dati al centro del Report, riportato da Legambiente, diffuso anche da Kyoto Club, che fa parte della Coalizione, parlano chiaro: in Europa nel 2023, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (World Energy Outlook 2024), il costo di generazione dell’elettricità – considerando i costi complessivi della costruzione, del funzionamento dell’impianto, dell’investimento per la costruzione, gli oneri finanziari dell’ammortizzamento del capitale investito, i costi operativi per la durata della vita produttiva dell’impianto, il funzionamento, il combustibile e la manutenzione – prodotta dalle centrali nucleari in Europa è stato di 147 €/MWh, contro quella generata dal solare fotovoltaico pari a 43 €/MWh (3,4 volte di meno del nucleare), quella dell’eolico onshore di 52 €/MWh (2,8 volte di meno) e quella dell’eolico offshore pari a 60 €/MWh.
Per il nucleare i costi in conto capitale sono pari a 5.672 €/kW, con un capacity factor del 70% e con costi per il combustibile, per la gestione e la manutenzione di 30 €/MW/h; per il solare fotovoltaico i costi dell’investimento sono pari a 645 €/kW, con un capacity factor del 14% e con costi per la gestione e la manutenzione di 8.60 €/MW/h; per l’eolico i costi dell’investimento sono pari a 1.400 €/kW, con un capacity factor del 29% e con costi per la gestione e la manutenzione e di 13 €/MW/h.
Anche per il 2030 e il 2050 il nucleare è una forma di produzione di energia elettrica più costosa delle rinnovabili. Parliamo, infatti, di una differenza di ben 86 €/MWh tra nucleare e solare per il 2030 e il 2050, 69 €/MWh per l’eolico onshore, per il 2030 e 65 €/MWh per il 2050. E per l’eolico offshore di 77 €/MWh per il 2030 e il 2050. Differenze di costi, più o meno elevate, che si riscontrano anche negli Stati Uniti, in Cina o in India.
Una cosa è certa, il Comitato nonucle-noscorie non permetterà che la Sardegna si usata come colonia d’oltremare per smaltirvi i veleni nucleari e neanche per sperimentazioni di buffale politiche sull’energia.
Saremo in piazza per nuove nonucle-die, chiameremo il popolo sardo alla Rebellia”, afferma in una nota Bustianu Cumpostu.



















