“A giugno si apriranno nuovi confronti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulle principali crisi industriali della Sardegna, ma il tempo delle attese è finito. Servono risposte vere, immediate e verificabili”. Così la segretaria generale della UIL Sardegna Fulvia Murru interviene sulle vertenze industriali ancora aperte nell’Isola.
“La Sardegna continua a pagare il prezzo di anni di assenza di una strategia industriale chiara – evidenzia -. Interi territori vivono nell’incertezza, tra produzioni ferme, investimenti bloccati e centinaia di famiglie che non sanno quale sarà il proprio futuro occupazionale”.
Secondo la UIL Sardegna “non è più accettabile assistere alla lenta perdita del patrimonio industriale dell’Isola. Dietro ogni vertenza ci sono lavoratrici, lavoratori, competenze e comunità intere che rischiano di essere lasciate sole”.
Per questo, la UIL Sardegna rilancia la necessità di “un piano straordinario per l’industria sarda che metta insieme energia, infrastrutture, continuità produttiva e tutela del lavoro. Non bastano tavoli e dichiarazioni: servono decisioni operative e responsabilità precise da parte di Governo e Regione”.
La preoccupazione riguarda tutte le aree industriali strategiche della Sardegna, da Macchiareddu al Sulcis fino a Porto Torres. “Non possiamo assistere in silenzio alla desertificazione produttiva dell’Isola – conclude Murru – . Difendere l’industria significa difendere il diritto dei giovani a costruire qui il proprio futuro e impedire che la Sardegna continui a perdere lavoro, competenze e speranza”.



















