Apprendiamo dalla stampa che si è tenuta presso le Commissioni governo del territorio e attività produttive l’audizione di diversi Giuristi sardi riguardo la proposta di legge di iniziativa Popolare Legge Pratobello 24.
Pur avendo questo Comitato fatto formale richiesta di partecipare in qualità di Uditore, nessuna risposta è pervenuta dai Presidenti di Commissione. Ignorare la nostra richiesta rivela le reali intenzioni verso l’ascolto di chi quella proposta ha contribuito a elaborarla e ha sottoporla alla firma di centinaia di migliaia di sardi.
Diventa chiaro, definitivamente, che questo consiglio regionale e questa maggioranza non hanno nessuna intenzione di confrontarsi fattivamente con i movimenti civici e vanno incontro all’ennesimo disastro normativo di questa legislatura. Riguardo i contributi dei Giuristi, appresi dalla stessa stampa, rileviamo l’ennesima sudditanza verso di alcuni principi che negli ultimi anni hanno tiranneggiato nelle scelte energetiche statali e della Corte Costituzionale, tradendo gli altri principi Europei-unitari e lo stesso mandato del Parlamento. La massima diffusione degli impianti non è l’unica cosa che ci chiede l’Europa e una classe dirigente dignitosa, Giuristi compresi, avrebbe il dovere di far rilevare, anche alla Corte Costituzionale, che le direttive europee chiedono anche tutele per il Paesaggio, per i beni culturali e per la biodiversità, nonché il protagonismo e l’accettazione sociale da parte della Comunità locali.
Il principio di massima diffusione degli impianti FER e la leale collaborazione della Regione con lo Stato sono da intendersi assolti con il raggiungimento del pur esagerato obiettivo di 6,2 GW sottoscritto da Alessandra Todde a base dello scellerato Decreto Piccheto Fratin.
La proposta Pratobello 24 è di governo del territorio e volontà di un popolo che non accetta più di essere ignorato, e può ispirare una legge sulle superfici idonee in grado di rispettare le priorità dettate dalle Direttive Europee e dall’art. 5 della legge delega del Parlamento, fino a qui sistematicamente tradite dai governi italiani. Riteniamo quindi che la Prato bello 24 rispetti in gran parte gli equilibri e le tutele dettati dal diritto Euro-unitario e dalla Costituzione, senza per questo piegarsi all’ossessione della massima diffusione degli impianti che è al servizio del solito ladrocinio italiano e della finanza speculativa. Intimiamo alla Giunta e al Consiglio Regionale di smetterla con i pastrocchi normativi con cui si sono finora coperti di ridicolo, di approvare la Pratobello24 e contestualmente anche una legge sulle superfici idonee e un Piano Energetico partecipato che ne ricalchino lo spirito autonomista, egualitario e anti-speculativo.





















