Un fatto gravissimo è avvenuto oggi, 6 ottobre durante uno delle serate sull’Ucraina promosse a Cagliari dall’Associazione Liberi Oltre, il cui responsabile in Sardegna è Francesco Nocco, noto provocatore filo ucraino. In questi anni tentò più volte di limitare la libertà di espressione chiedendo censure durante proiezioni di documentari e presentazioni di libri.
Nocco, noto per una “ingloriosa” intervista pubblicata da ReportSardegna24 sul conflitto tra Russia e Ucraina, in quell’occasione non seppe rispondere ad alcune domande sul conflitto, dimostrando di non conoscere in alcun modo il conflitto nel Donbass e chiese a Youtube la cancellazione della videointervista da lui prima concessa e poi successivamente negata, in seguito presentò all’Ordine dei Giornalisti della Sardegna una richiesta di procedimento disciplinare contro il nostro Direttore Simone Spiga, al fine di mettere a tacere la nostra informazione, che poi l’Ordine dei Giornalisti della Sardegna archiviò in quanto infondata.
L’evento, che si è svolto presso la sede della Fondazione Sardegna, è stato patrocinato dal Comune di Cagliari e dalla Regione Sardegna, ha visto una scarsa partecipazione di pubblico sul tema delle fake news legate al conflitto Russo Ucraino con la presenza come relatrice di Nona Mikhelidze, responsabile di ricerca all’Istituto Affari Internazionali.
La ricercatrice ha provato a rispondere con vari tentennamenti e tremori nel parlare fino a provare ad interrompere l’intervista chiedendo a Simone Spiga il tesserino da giornalista, insomma un continuo tentativo di non rispondere a domande non allineate al pensiero dominante e mai fatte dalla stampa mainstream.
Da subito, nella sala l’atmosfera era pesante, tesa: poliziotti in borghese non si perdono un passo dei movimenti del nostro Direttore e dopo l’intervista la situazione è degenerata al punto che i due solerti uomini della Digos hanno invitato Spiga ad uscire dalla sala mentre svolgeva il suo lavoro di giornalista e appena uscito fuori tra toni arroganti e evidenti tentativi di censura è stato da prima preso con forza al braccio e poi strattonato in un chiaro atteggiamento di “lei non sa chi sono io”.
Il tutto è durato per oltre 10 minuti, finché fatte le riprese e effettuata l’intervista, Spiga ha lasciato la sede della Fondazione Sardegna, luogo da sempre simbolo della libertà d’opinione e della libertà di stampa, che oggi è diventata la sede dell’odio russofobo.

















