Falso in atto pubblico, violenza privata, calunnia e lesioni. Sono le accuse contestate dalla Procura di Rimini a otto agenti della Polizia locale del capoluogo romagnolo, non tutti sottoposti ad indagini preliminari per la totalità delle ipotesi di reato.
Nei loro confronti scatta un decreto di perquisizione in nottata, eseguito dal Comando provinciale della Guardia di finanza, dopo la notifica dell’invito a presentarsi davanti al gip del Tribunale di Rimini per l’interrogatorio preventivo. La Procura chiede l’applicazione della misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di ogni pubblico ufficio e servizio e la conseguente interdizione temporanea da tutte le attività, ma il Gip in merito non si è pronunciato.
A dare “ampia e determinante” collaborazione alle indagini, sottolinea la stessa Procura, sono stati anche appartenenti allo stesso Comando della Polizia Locale di Rimini. Il sindaco Jamil Sadegholvaad dice di confidare “che in tempi rapidi venga fatta piena luce sui reati contestati, a tutela delle persone e dell’onorabilità del Comune di Rimini”, sottolineando la “completa fiducia negli investigatori e nella trasparenza e serenità con cui verranno condotti i necessari, successivi approfondimenti”. Nessun dubbio anche “sull’integrità del Corpo della Polizia locale di Rimini”. Nelle prossime ore il Comune aprirà l’istruttoria per valutare i riflessi disciplinari delle condotte contestate.



















