La Sardegna ha scampato il peggio del violento nubifragio che si è abbattuto oggi sul Mar Tirreno, infatti la devastante tempesta prevista sulla costa orientale si è fortunatamente scaricata in mare aperto, a circa 40–50 chilometri di distanza dal litorale.
Nonostante il nucleo più violento sia rimasto al largo evitando danni estesi sulla terraferma, la perturbazione ha comunque colpito la costa: con oltre 100 millimetri di pioggia nella zona di Capo Comino, dove ci sono stati ruscelli e fiumi che sono esondati, trasformando le strade in torrenti.
«L’effetto sul territorio è stato nullo», ha spiegato Mauro Merella, direttore della Protezione civile regionale, durante un punto stampa nella centrale operativa. Le previsioni indicavano uno scenario molto più preoccupante, ma l’evento ha comunque permesso di verificare la capacità di risposta del sistema dei soccorsi. «Siamo stati fortunati», ha aggiunto Merella, sottolineando che i modelli prospettavano condizioni ben peggiori.
La perturbazione si è sviluppata secondo le previsioni, ma al largo della Sardegna. «Le condizioni per precipitazioni intense c’erano tutte: molto vapore acqueo, una grande quantità di acqua precipitabile in atmosfera e una forte instabilità», ha chiarito Alessandro Delitala, direttore del Dipartimento meteoclimatico di Arpa Sardegna. Il sistema perturbato ha quindi scaricato la propria energia sul Tirreno, senza investire direttamente l’Isola.
Diversa la situazione sulla costa orientale della Corsica, dove i temporali hanno provocato alluvioni e allagamenti. A Porto Vecchio, secondo i media locali, almeno 30 persone sono state messe in sicurezza e alcune strade sono state chiuse.
In Sardegna la macchina della Protezione civile resta comunque attiva. I centri operativi comunali sono aperti e prosegue l’attenzione verso le persone più fragili. Le strutture regionali e statali sono pronte a intervenire e a sostenere i sindaci in caso di necessità. L’allerta è scesa, ma il monitoraggio continua.
















