L’Arst, l’azienda regionale di trasporto pubblico, ha raggiunto nei tempi previsti gli obiettivi fissati dal Pnrr, completando due progetti chiave per la transizione ecologica nel settore in Sardegna: lo sviluppo della rete a idrogeno e il potenziamento della mobilità ciclistica.
Con un investimento di 76 milioni di euro sono state realizzate tre centrali per la produzione di idrogeno verde a Macomer, Mandas e Alghero, destinate ad alimentare i treni, i primi al mondo, che viaggeranno sulla rete a scartamento ridotto dell’Isola.
Il primo convoglio, del valore di circa 15 milioni di euro, è in fase di test in Svizzera.
Altri 33 milioni di euro sono stati impiegati per il secondo lotto della ciclovia della Sardegna, 120 chilometri lungo la tratta Barumini-Terralba-Oristano-Bosa.
“Questi investimenti stanno producendo un cambiamento profondo nel modo stesso di concepire la mobilità regionale -commenta l’amministratore unico Giovanni Mocci – Con gli impianti di Macomer, Mandas e Alghero, Arst sta costruendo una filiera nella quale l’energia del sole viene utilizzata per produrre idrogeno verde destinato ad alimentare i propri treni.
Allo stesso tempo, con la ciclovia della Sardegna contribuiamo a creare nuove possibilità di mobilità sostenibile e di connessione tra i territori”.
“Il conseguimento dei target Pnrr è il risultato di un lavoro complesso, che ha richiesto una programmazione puntuale e il coordinamento di numerose attività tecniche e amministrative – sottolinea il direttore centrale dell’Azienda, Carlo Poledrini – Abbiamo lavorato contemporaneamente su interventi molto diversi tra loro.
Nel caso dell’idrogeno, abbiamo costruito le condizioni per una vera e propria filiera energetica interna. È un passaggio che va oltre la semplice introduzione di una nuova tecnologia e accompagna l’azienda verso un modello di progressiva autonomia energetica. Si tratta di infrastrutture che richiedono competenze nuove e una visione di lungo periodo e che, insieme alla rete ciclabile, contribuiscono a trasformare il sistema della mobilità regionale”.

















