Quante delle cose che siamo abituati a sentir dire (o anche talvolta a dire) sulla Sardegna sono davvero vere? E quante, invece, sono fàulas: narrazioni ripetute così tante volte da diventare convinzioni, stereotipi che finiscono per condizionare il modo in cui i sardi guardano sé stessi e immaginano il proprio futuro?
Nasce da questa domanda Fàulas, il Festival arrivato alla sua quinta edizione, promosso dall’Assemblea Natzionale Sarda, che porterà a Oristano incontri, assemblee, fotografia, teatro, musica e tanti momenti di confronto. Un festival costruito attorno a una formula più semplice che mai: prendere alcune delle affermazioni che diamo per scontate sulla Sardegna, metterle in discussione e provare collettivamente a capire quanto ci sia di vero e quanto, invece, sia una fàula.
Fàulas, quest’anno, nasce soprattutto attorno a due direttrici che ANS considera strettamente collegate: costruire spazi realmente sardofoni e, contemporaneamente, aprire la Sardegna al confronto internazionale.
Creare uno spazio sardofono significa fare in modo che il sardo non sia soltanto qualcosa di cui parlare, ma una lingua da utilizzare, la nostra lingua. Una lingua attraverso la quale discutere di politica, scienza, economia, società, cultura e quotidianità, e che possa vivere naturalmente non soltanto sul palco, ma anche nelle piazze, negli incontri e nei momenti di socialità. Una delle provocazioni degli ANS Talk, format ormai rodato che ha accompagnato tutte le edizioni di Fàulas, partirà proprio da qui: “Il sardo non è una lingua adatta a parlare di astrofisica! Fàula?. Accanto a questa verranno messe alla prova altre convinzioni radicate, dall’idea che “l’insularità sia un ostacolo per la crescita della Sardegna” allo stereotipo secondo cui “l’uomo sardo deve essere balente”, passando per “La Sardegna è sempre stata terra di pastori? o Le terre rare sono il nuovo oro?, arrivando a capire se è vero o no che I tabarchini non sono veri sardi.
Allo stesso tempo, come ogni anno, ANS vuole dare un peso importante alla dimensione internazionale. Parlare di Sardegna non significa rinchiudersi dentro i propri confini, ma metterla in relazione con ciò che accade altrove, confrontarsi con altri popoli, territori e comunità e scoprire quanto questioni che siamo abituati a considerare esclusivamente sarde facciano invece parte di dinamiche mediterranee, europee e globali. Essere sardofoni e internazionali non è quindi una contraddizione ma una delle idee alla base di Fàulas. Significa costruire un proprio spazio linguistico e culturale dal quale poter dialogare alla pari con il resto del mondo.






















