“Stefano Bonaccini è Matteo Lepore sono condannati a morte”. Questa la minaccia contenuta in una lettera anonima recapitata a Palazzo D’Accursio, sede del comune di Bologna.
A ritrovare la busta è stata una dipendente che smistava la corrispondenza arrivata all’ufficio postale. La missiva, indirizzata al sindaco e all’europarlamentare Pd, e’ vergata a mano e non è firmata. La polizia e’ al lavoro per risalire all’autore del gesto e gli investigatori si stanno concentrando sui filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona.
Per Matteo Lepore si tratta di un nuovo episodio di minacce dopo i messaggi intimidatori arrivati via social e via email nei mesi scorti e in seguito ai quali il primo cittadino era stato messo sotto scorta.
















