Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso di un’associazione ambientalista: a Olbia e nella sua zona industriale sarà ora nuovamente possibile dar da mangiare ai cani randagi.
Il divieto in città era scattato ad inizio estate a seguito di un’ordinanza sindacale emessa da Settimo Nizzi che puntava ad arginare il randagismo attraverso sterilizzazioni dei cani e inserimento di microchip per il riconoscimento.
Gli animali avrebbero dovuto, secondo l’ordinanza, essere attirati dalla guardie eco zoofilie proprio con il cibo, per poi essere catturati e microchippati.
Ma il metodo scelto dal primo cittadino olbiese aveva scatenato numerose proteste, tanto da portare alla presentazione del ricorso al Tar che ieri si è espresso nel merito.
I giudici hanno ritenuto che “il provvedimento risulta adottato in assenza di requisiti di necessità e urgenza idonei a legittimare l’adozione di misure extra ordinem”. In sostanza, secondo il Tar manca “una situazione di effettiva eccezionalità e imprevedibilità tale da non poter essere adeguatamente affrontata in via ordinaria”.
Ora i cittadini potranno somministrazione cibo ai cani e randagi attraverso appositi contenitori che poi dovranno essere rimossi.


















