“Oggi dobbiamo trasformare in una posizione comune della Sardegna le iniziative assunte in questi mesi. La nuova classificazione ha escluso 102 Comuni sardi dallo status di Comune montano e non tiene adeguatamente conto delle condizioni specifiche dei nostri territori”. Lo ha detto l’assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, intervenendo all’incontro convocato stamane a Cagliari da ANCI Sardegna con i parlamentari sardi e i sindaci dei Comuni interessati.
L’obiettivo è individuare azioni comuni, sul piano parlamentare e legislativo, per correggere gli effetti della nuova classificazione.
La Regione ha contestato fin dall’inizio criteri fondati prevalentemente su altitudine e pendenza, chiedendo di considerare le condizioni specifiche dei territori sardi. Sul fronte delle risorse, Sardegna e Campania hanno inoltre portato in Conferenza delle Regioni una proposta per correggere le sperequazioni del riparto del FOSMIT, attribuendo maggiore peso alla superficie territoriale.
“La questione della classificazione – ha continuato Spanedda – è strettamente legata a quella delle risorse. Venerdì 11 settembre, in sede di Commissione politica, la Regione si è astenuta sul riparto del FOSMIT per segnare con chiarezza la propria distanza dalla progressiva riduzione delle risorse destinate alla montagna. Abbiamo scelto di non votare contro per evitare che una mancata intesa producesse ulteriori conseguenze sui Comuni”.
L’assessore ha spiegato che “per attenuare gli effetti di questa riduzione, la Regione ha inoltre stanziato 2 milioni di euro di fondo integrativo regionale a favore dei Comuni sardi del vecchio e del nuovo elenco. È una risposta concreta, ma non può sostituire una politica nazionale adeguata”.
“Non possiamo chiedere ai Comuni di contrastare lo spopolamento e garantire i servizi riducendo, allo stesso tempo, le risorse a loro disposizione. Per questo – ha aggiunto – dal 2027 dobbiamo cambiare i criteri di riparto del FOSMIT, dando maggiore peso alle condizioni socioeconomiche e alle caratteristiche effettive dei territori”.
“Su questo – ha concluso l’esponente della Giunta regionale – serve un fronte comune tra Regione, ANCI Sardegna, Comuni e parlamentari. La Regione ha già messo in campo proposte e assunto una posizione chiara. Ora dobbiamo portare a Roma una richiesta forte e unitaria della Sardegna. Non chiediamo privilegi, ma criteri capaci di riconoscere gli svantaggi reali dei nostri territori e strumenti adeguati per compensarli”.





















