Il Comitato di Scopo 2CS (Rete Nazionale per la Tutela della Salute Pubblica e dei Diritti Costituzionali) ha depositato una formale istanza e diffida indirizzata al Ministero della Salute, trasmessa per conoscenza anche alle Regioni e alle Aziende Sanitarie Locali interessate.
L’iniziativa nasce dall’esigenza di garantire piena trasparenza sull’attuazione dell’art. 1, comma 1-ter, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito nella legge 31 luglio 2017, n. 119, che prevede una verifica periodica delle vaccinazioni indicate dal comma 1-bis sulla base dei dati epidemiologici, delle coperture vaccinali e degli elementi di farmacovigilanza disponibili.
Mesi di richieste FOIA e accessi agli atti A partire dal mese di maggio 2026, numerose associazioni e comitati oggi aderenti al Comitato 2CS hanno presentato una serie di istanze di accesso civico generalizzato (FOIA) al Ministero della Salute e all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), con l’obiettivo di acquisire gli atti e la documentazione alla base delle verifiche previste dalla normativa.
Le richieste hanno riguardato, tra l’altro:
Verbali e atti delle verifiche triennali;
Eventuali relazioni trasmesse alle Camere;
Dati e report di farmacovigilanza;
Dati sulle coperture vaccinali;
Documentazione relativa all’Anagrafe Vaccinale Nazionale;
Documenti tecnici e istruttori utilizzati nelle valutazioni amministrative.
Secondo il Comitato, i riscontri ricevuti non hanno consentito di individuare con chiarezza tutti gli atti, i dati e gli elementi istruttori effettivamente utilizzati nell’ambito delle verifiche previste dalla normativa. Verifica triennale: la risposta del Ministero della Salute Dal riscontro formale reso dal Ministero della Salute con prot. n. 0005002-19/06/2026-DPRESMDS-P, emerge espressamente il differimento della revisione prevista dalla legge, con la seguente motivazione formale: “Infine, con riferimento al punto sub 4, si riporta di seguito il link relativo all’intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, con la quale si è provveduto a prorogare la validità del Piano nazionale della prevenzione vaccinale 2023-2025, per un anno, così rinviando la revisione di cui alla richiesta sub 4: https://www.statoregioni.it/it/conferenza-stato-regioni/sedute-2025/seduta-del-18-dicembre-2025/attidel-18-dicembre-2025/repertorio-atto-n-243csr/”
Dalla documentazione acquisita attraverso gli accessi agli atti non è stato pertanto possibile individuare con sufficiente chiarezza gli atti conclusivi e gli elementi istruttori relativi alle verifiche effettuate negli anni di riferimento, né eventuali relazioni trasmesse alle Camere ex art. 1, comma 1-ter, con conseguente difficoltà per cittadini e associazioni di comprendere il percorso valutativo seguito rendendo illegittima la firma del “Consenso Informato”.
Farmacovigilanza: la risposta ufficiale dell’AIFA per il 2024 e il 2025 A seguito di specifica richiesta FOIA, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – con riscontro prot. n. 0105607 del 3 agosto 2026 – ha comunicato che la documentazione pubblica disponibile si ferma al 2023, dichiarando testualmente: “Quanto ai rapporti relativi alle annualità 2024 e 2025, si rappresenta che gli stessi sono in corso di definizione e verranno pubblicati, al pari dei precedenti, sul sito istituzionale dell’Agenzia.”
Di conseguenza, non risultano ancora pubblicamente disponibili i più recenti elementi di farmacovigilanza, degli eventi avversi gravi e riconosciuti causali e gli aggiornamenti tecnicoscientifici relativi al periodo considerato. Tali informazioni assumono inoltre rilievo ai fini della piena conoscibilità degli elementi necessari all’espressione di un consenso informato libero e consapevole, nel rispetto dei principi di autodeterminazione riconosciuti dall’ordinamento nazionale ed europeo.
Trasparenza, corretta amministrazione e rispetto dell’Articolo 97 della Costituzione L’art. 97 della Costituzione impone alla Pubblica Amministrazione il rispetto dei principi di buon andamento, imparzialità, ragionevolezza, proporzionalità e trasparenza. In virtù di tali principi, l’Amministrazione è tenuta ad assicurare che l’esercizio del potere pubblico e ogni provvedimento che incide sui diritti dei cittadini e dei minori siano fondati su dati completi, verificabili, aggiornati e correttamente validati, evitando che ritardi istruttori o carenze informative dell’amministrazione centrale possano determinare effetti pregiudizievoli per le famiglie.
La richiesta del Comitato 2CS Attraverso la diffida depositata, il Comitato chiede al Ministero della Salute di:
Formalizzare e rendere conoscibili gli esiti della verifica prevista dall’art. 1, comma 1-ter;
Rendere disponibili gli atti e gli elementi istruttori utilizzati nelle valutazioni effettuate;
Chiarire quali dati epidemiologici, di copertura vaccinale e di farmacovigilanza siano stati effettivamente acquisiti e valutati;
Rendere disponibili i rapporti di farmacovigilanza relativi alle annualità 2024 e 2025 oppure chiarire quali dati siano stati utilizzati nelle more della loro pubblicazione;
Adottare un’apposita direttiva, nota di indirizzo o atto amministrativo di coordinamento affinché le procedure applicative rivolte a Regioni, ASL e scuole siano fondate su dati completi, aggiornati, verificabili e correttamente validati, nel pieno rispetto dei principi di legalità e proporzionalità.
La loro mancata disponibilità e conoscibilità assume particolare rilevanza con riferimento ai procedimenti che possono incidere sull’accesso dei minori ai servizi educativi per l’infanzia, rendendo necessario che ogni eventuale provvedimento sia preceduto da una verifica completa e da un’istruttoria adeguata, trasparente e pienamente verificabile.



















