“Un momento fondamentale di confronto sulle esperienze e sulle buone pratiche adottate nella tutela e nella valorizzazione di siti di grande rilevanza ambientale e storica. Un confronto che assume un valore particolare nel caso delle Saline di Cervia, un’esperienza che guardiamo con grande interesse per la capacità di coniugare la tutela ambientale con il mantenimento della produzione del sale”.
È quanto afferma il presidente del Parco naturale regionale Molentargius-Saline, Stefano Secci, che ieri ha partecipato, insieme al presidente dell’Associazione Parco di Molentargius APS, Vincenzo Tiana, a uno degli eventi in videoconferenza di “Sapore di Sale”, manifestazione che da trent’anni racconta la storia, la cultura e l’identità della città di Cervia attraverso il suo simbolo più prezioso. L’iniziativa è promossa dalle Saline di Cervia, capofila del Patto delle Città del Sale che riunisce, oltre a Cervia, il Parco di Molentargius, le saline di Margherita di Savoia e Trapani. Alla conferenza sono intervenuti, tra gli altri, il presidente del Parco della Salina di Cervia, Giuseppe Pomicetti, e l’amministratore delegato della Salina Conti Vecchi di Assemini, Giuseppe Baglio.
“La rete delle Città del Sale – afferma Stefano Secci, Presidente del Parco di Molentargius – è importante proprio perché ci permette di confrontare esperienze, condividere informazioni e buone pratiche che le realtà che ne fanno parte stanno sviluppando. Cervia rappresenta in questo senso un punto di riferimento particolarmente significativo: le sue saline sono inserite nel Parco regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna, ma hanno mantenuto anche una dimensione produttiva, coniugando la tutela ambientale con l’attività della salina”.
“Nell’ottica di un confronto e di uno scambio di esperienze – prosegue Secci -, come Parco abbiamo portato il nostro contributo, maturato attraverso le attività sviluppate negli ultimi anni. Penso soprattutto ai lavori già avviati dell’Accordo di programma quadro, che prevedono il ripristino conservativo di canali e argini, con l’obiettivo di garantire un’efficiente circolazione delle acque. Allo stesso tempo, però, questo intervento crea i presupposti per un eventuale riavvio della produzione del sale, subordinata ad approfondite valutazioni di natura ambientale e di compatibilità con l’ecosistema. È anche per questa possibilità che guardiamo con interesse al modello di Cervia”.
“Il lavoro fatto a Cervia – afferma Vincenzo Tiana, presidente dell’Associazione Parco di Molentargius – ha rafforzato il legame tra la salina e la città, creando un forte valore identitario. Le saline sono ambienti da tutelare non solo per il loro valore ambientale, ma anche perché rappresentano una parte importante della storia e dell’identità delle comunità che vivono intorno a questi luoghi. Lo stesso ragionamento può essere fatto per Molentargius, dove la storia della salina è profondamente legata a quella del territorio e delle sue comunità”.
“Cervia – conclude Tiana – costituisce un modello particolarmente significativo proprio perché ha dimostrato la capacità e la forza di ripartire quest’anno con la produzione dopo l’interruzione imposta dalla disastrosa alluvione del 2023. Sono convinto che anche una ripresa della produzione a Molentargius, in quantità compatibili con l’ambiente, permetterà di implementare la salvaguardia naturalistica del sito attraverso un’efficiente circolazione delle acque e contribuirà significativamente a rafforzare il legame tra il sito produttivo e la città e con la storia delle comunità del territorio”.



















