Un viaggio a ritroso nella vita del grande pittore sassarese Giuseppe Biasi per ricostruirne la parabola artistica, conoscerne il lato umano, comprendere meglio le circostanze che lo portarono alla tragica morte, avvenuta nel maggio 1945. Dopo la fine delle riprese, entra ora in fase di post produzione Giuseppe Biasi. Una questione privata il nuovo film del regista cagliaritano Francesco Tomba.
Prodotto dall’associazione culturale Tusitala, con la produzione esecutiva curata dall’APS A Pagu per la Sardegna, e dalla casa di produzione Fargo Entertainment per il Piemonte, il film è pensato come un documentario che ricostruisce le diverse fasi della vita di Biasi attraverso i luoghi che l’hanno conosciuto, documenti d’archivio, interventi di studiosi ed esperti come gli storici dell’arte Giuliana Altea ed Efisio Carbone, il pittore sassarese Igino Panzino, lo storico Luciano Marroccu, ma anche testimonianze della memoria locale. “Giuseppe Biasi. Una questione privata” affronta, una dopo l’altra, le tappe salienti della produzione dell’artista, il suo rapporto con l’identità e il folklore sardo, quello con l’universo femminile, l’avventura del pittorismo coloniale nell’Africa degli anni Venti, sino ai risvolti più complessi, inediti e controversi riguardanti la sua morte avvenuta ad Andorno Micca (Biella) durante la prigionia seguita all’arresto con l’accusa di collaborazionismo con il regime fascista.
Racconta Francesco Tomba: “Da sardo che vive a Biella, la stessa città in cui visse Biasi negli ultimi anni, volevo saperne di più. E’ stato un lavoro soggettivo, intimo, guidato non dalla pretesa di raccontare ogni aspetto della carriera o della vita di Biasi quanto dalla curiosità che ci ha portato a seguire delle tracce. Il sottotitolo è la citazione di un famoso libro di Fenoglio, che nel doc viene usata dall’archivista Danilo Craveia in una delle interviste realizzate”.
La prima parte del documentario è stata girata negli ultimi mesi del 2025 in territorio piemontese, dove Biasi trascorse i suoi ultimi tre anni: qui l’attenzione del regista si è soffermata sui contesti storici, archivistici e museali tra Biella, Pray e Varallo. Tra la fine di maggio e i primi di giugno 2026 la produzione si è spostata invece in Sardegna, toccando luoghi nodali come Cagliari, Desulo, Fonni, Nuoro, Sassari e Tempio Pausania.





















