Leggendo il bilancio trionfalistico tracciato dalla Presidente Todde si ha la sensazione che la Sardegna sia nata soltanto un paio d’anni fa. La realtà raccontata dai sardi, però, è ben diversa da quella delle narrazioni d’aula. Gran parte dei risultati che l’attuale Giunta sbandiera come propri, dai fondi della Vertenza Entrate fino alle risorse di Abbanoa, non sono conquistati da questa amministrazione, ma sono l’esito di un lungo percorso economico e amministrativo ereditato dal passato. Sulle grandi opere infrastrutturali, come la Sassari-Alghero, le svolte hanno una firma chiara: sono il frutto del lavoro concreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini e dell’impegno operativo di ANAS. Intestarsi la paternità di interventi a trazione statale non è politica, è pura illusione ottica».
Lo dichiara il deputato sardo della Lega, On. Dario Giagoni, commentando le ultime dichiarazioni programmatiche della governance regionale.
La verità emerge impietosa proprio dove la Giunta avrebbe dovuto fare la differenza. Sulla sanità, la distanza tra le promesse da campagna elettorale e il quotidiano vissuto dai cittadini è abissale: Pronto Soccorso al collasso, liste d’attesa infinite, presidi territoriali depotenziati e medici introvabili. E lo stesso fallimento riguarda il tema dei collegamenti. La continuità territoriale aerea attuale è il risultato dell’improvvisazione e della fretta: durante tutta la stagione estiva i residenti e i visitatori hanno subito una raffica di cancellazioni, ritardi e disservizi che hanno leso il fondamentale diritto alla mobilità».
A questo quadro desolante si somma il totale abbandono della rete viaria secondaria. Le strade provinciali, ridotte a un colabrodo e prive di sicurezza, continuano a isolare l’interno della nostra Isola: l’incuria delle infrastrutture viarie locali è una delle cause primarie che accelera la drammatica emorragia dello spopolamento nei nostri comuni.
Governare la Sardegna significa prendersi la responsabilità delle emergenze reali, non fare il restyling ai progetti altrui o intestarsi il trend di crescita dell’occupazione spinto a livello nazionale dalle politiche del Governo di centrodestra. Alla Sardegna non serve una Presidente da passerella tv: ci serve chi i cantieri li apre davvero, chi fa volare gli aerei in orario e chi mantiene le promesse invece di fare annunci. Meno slogan, più fatti, conclude il parlamentare.




















