Tra interventi di punta e la gestione del progetto sui trapianti DCD, il polo sanitario cagliaritano naviga a vista. Il personale in prima linea denuncia ritardi nei pagamenti, vuoti d’organico e assenza di programmazione.
Un punto di riferimento insostituibile per la salute dei cittadini sardi, una spina dorsale sanitaria capace di firmare straordinari successi sul campo e di guidare la rete della donazione di organi nell’Isola. Ma oggi, la complessa macchina dell’ARNAS Brotzu di Cagliari rischia di incepparsi non per mancanza di competenze mediche, bensì per una paralisi amministrativa che ne sta minando le fondamenta.
L’addio recente del Direttore Amministrativo ha lasciato l’Azienda priva di una guida strategica in un momento di forte tensione. Una vacanza al vertice che va a sommarsi a criticità strutturali mai sanate: carenza cronica di personale, carichi di lavoro logoranti e l’assenza di percorsi di valorizzazione professionale per i profili specializzati del comparto, troppo spesso impiegati come temporaneo “tappabuchi” per far fronte alle inefficienze organizzative.
Il paradosso dei trapianti: eccellenza ad alto rischio
Il contrasto tra l’efficienza clinica e i ritardi burocratici emerge in tutta la sua drammaticità nel settore dei trapianti. Dal 2025 l’ARNAS Brotzu porta avanti l’innovativo programma per le donazioni a cuore fermo (DCD – Donation after Circulatory Death), una procedura ad altissima complessità tecnica ed etica.
Nel solo anno d’avvio sono state portate a termine con successo 6 procedure DCD (4 in sede e 2 complesse fuori sede). Tuttavia, a distanza di oltre un anno e giunti a settembre 2026, gli operatori sanitari e i professionisti coinvolti non hanno ancora visto retribuita una singola ora di questa attività. Sebbene i tempi burocratici della Regione (RAS) prevedano la remunerazione nell’anno successivo, l’assenza di comunicazioni e delibere formali da parte dell’amministrazione interna sta alimentando un clima di profonda frustrazione.
Tensioni e contrattazione: il nodo dei fondi RAR
A complicare il quadro si aggiunge la vertenza per il pagamento delle RAR Trapianti 2025 (Risorse Aggiuntive Regionali). Nonostante l’accordo sia stato regolarmente sottoscritto in sede di contrattazione RSU con erogazione prevista per il mese corrente, l’incertezza legata ai vertici aziendali rischia di congelare i fondi.
I rappresentanti dei lavoratori, guidati dal sindacato FIALS, denunciano da tempo un’indifferenza da parte della dirigenza, accusata di non garantire la trasparenza necessaria e di non chiarire quando verranno formalizzati i cedolini.
Le richieste sul tavolo della Direzione
In un settore delicato dove precisione, serenità e tempestività rappresentano una questione di vita o di morte, lavorare in un clima di incertezza solleva preoccupazioni non più trascurabili. Il personale e le rappresentanze sindacali chiedono un riscontro immediato alla Direzione Generale su tre punti chiave:
- Pagamento immediato delle spettanze relative alle 6 procedure DCD già svolte.
- Trasparenza operativa: la condivisione formale e ufficiale a tutto il personale delle clausole d’inclusione, dei regolamenti e delle modalità del Progetto DCD.
- Rispetto degli accordi: la conferma scritta e l’erogazione dei fondi RAR Trapianti 2025 nelle buste paga correnti.
La richiesta che si leva dalle corsie del Brotzu è chiara: superare le logiche del rimpallo di responsabilità per restituire la dovuta stabilità e dignità al lavoro di chi sostiene, giorno dopo giorno, il cuore della sanità sarda..
L’Opinione della Fials





















