Meta ha “attirato” bambini e adolescenti su Instagram e Facebook, nascondendo i rischi legati all’uso delle piattaforme, oppure ha affidato ai propri team il compito di individuare e correggere i problemi legati a un utilizzo eccessivo? È attorno a queste due ricostruzioni opposte che si è aperto martedì a Oakland, vicino a San Francisco, il primo processo federale contro il colosso dei social media.
“Meta, una delle aziende più grandi e potenti al mondo, ha condotto una campagna per ingannare e fuorviare i suoi utenti, i legislatori, gli insegnanti e i genitori”, ha accusato Megan O’Neill, vice procuratrice generale della California, rivolgendosi alla giuria chiamata a esaminare il caso fino alla fine di settembre.
















