Il movimento “Fronte Verde-Ecologisti Indipendenti” esprime una netta e ferma contrarietà di fronte alle recenti aperture del Governo guidato da Giorgia Meloni verso un ipotetico ritorno dell’Italia all’energia nucleare. Una scelta definita dall’associazione ecologista come un salto all’indietro, in aperto contrasto con la storia democratica del Paese.
A richiamare l’esecutivo al rispetto del mandato popolare è Vincenzo Galizia, Presidente nazionale del “Fronte Verde”: «La Presidente del Consiglio sembra dimenticare che il popolo italiano si è già espresso in modo inequivocabile e per ben due volte su questo tema. Nei referendum del 1987 e del 2011 milioni di cittadini hanno bocciato senza appello la scelta atomica. La volontà popolare è chiara e sovrana: l’Italia ha scelto un futuro diverso e la democrazia non può essere archiviata per seguire scorciatoie propagandistiche o interessi di settore e finanziari».
Galizia pone poi l’accento sulla totale insostenibilità logistica e gestionale della filiera nucleare nel nostro Paese, con una riflessione amara ma concreta sulle croniche difficoltà dell’Italia nella gestione dei rifiuti: «Parliamo di riaprire le centrali quando in Italia non riusciamo ancora a gestire e smaltire in modo efficiente nemmeno i rifiuti urbani ordinari: figuriamoci come potremmo gestire in sicurezza le scorie radioattive, che restano pericolose per millenni! Prima di sognare l’atomo pulito, il Governo pensi a risolvere l’emergenza quotidiana della spazzatura sotto casa».
In merito è intervenuto anche il prof. Mario Canino Presidente del “Comitato Scientifico” del “Fronte Verde” che ha ricordato: «La chiusura della Centrale Nucleare Rumena di questi giorni impedisce di pensare che le Centrali Nucleari siano autosufficienti ed auto regolabili. Le alte temperature dovute ai Cambiamenti Climatici hanno obbligato i tecnici e i responsabili della Centrale a chiuderla per surriscaldamento dell’acqua di raffreddamento del circuito». Il Fronte Verde ribadisce che la vera transizione ecologica passa per il potenziamento delle fonti rinnovabili (solare, geotermico e idroelettrico), l’efficienza energetica, la modernizzazione della rete elettrica e l’economia circolare, e non per tecnologie costose, obsolete nei tempi di realizzazione e ad alto rischio ambientale.





















