In Rai puoi essere di parte, basta essere dalla parta giusta, Vsevolod Gnetii lavorava per la Rai dal 1999.
Traduttore dal russo, poi autore di servizi sull’Europa orientale, collaboratore del sito di RaiNews. Ventiquattro anni trascorsi nel servizio pubblico.
Nel 2023 il contratto non viene rinnovato. Su 21 collaboratori, sostiene Gnetii, ne sarebbe stato escluso soltanto uno: il filorusso.
Una coincidenza, naturalmente.bGnetii non si nasconde dietro un dito: dice di ammirare Putin e di averlo votato. Una posizione politica discutibile, criticabile, persino respingibile.
Ma da quando un’opinione politica dichiarata costituisce automaticamente un’incompatibilità professionale?
Gnetii afferma di essere stato mandato via per ragioni politiche. La Rai, stando alla ricostruzione pubblicata, non avrebbe fornito una motivazione specifica. Lui ha fatto causa, ha perso in primo grado e ora annuncia appello. Dunque non esiste, al momento, una sentenza che certifichi una discriminazione politica.
Gnetii ha scritto perfino a Mattarella. Il Quirinale, correttamente, ha risposto di non avere competenza per intervenire. La Rai, invece, la competenza per spiegare ce l’avrebbe.




















