Il 23 maggio 1992, alle 17:58, l’autostrada A29 tra Palermo e Trapani viene sventrata dall’esplosione di Capaci. Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta vengono assassinati. Il 19 luglio 1992, in Via D’Amelio a Palermo, è la volta di Paolo Borsellino.
Colpa di Stato non è un libro commemorativo. È un’indagine storica e civile che capovolge la vulgata ufficiale: Falcone e Borsellino non erano semplici “vittime” – erano protagonisti consapevoli di una lotta che sapevano poteva costargli la vita. E intorno a loro, c’era chi trattava.
Fabio Granata e Peppe Nanni ricostruiscono il filo che va dall’estate 1943 – lo sbarco alleato in Sicilia, il patto con Lucky Luciano, il reinsediamento di Cosa Nostra – fino al Maxiprocesso di Palermo, alle stragi del 1992-93, alla Trattativa Stato-Mafia e all’attuale riscrittura della memoria da parte della Commissione Parlamentare Antimafia. Il libro analizza gli uomini che hanno attraversato questa stagione: da Rocco Chinnici a Gaetano Costa, da Salvatore Riina a Bruno Contrada, da Giulio Andreotti a Marcello Dell’Utri. E si chiede: chi trattava? Chi copriva? E chi, oggi, riscrive la storia? Dedicato a Pio La Torre e Beppe Niccolai – un comunista e un missino, avversari politici accomunati dal coraggio di combattere la mafia – il libro è un atto di memoria militante e un invito urgente a non smettere di fare domande.



















