Una scossa di 4.7 di magnitudo nei Campi Flegrei ha riportato la paura in tutta Napoli. Particolarmente grave la situazione emotiva a Pozzuoli e dintorni: in tanti hanno lasciato le proprie case, preferendo trascorrere la notte fuori o in macchina.
Il terremoto delle 19:46 di magnitudo 4.7, localizzato in zona Solfatara, è il più forte mai registrato ai Campi Flegrei. Non c’è nulla di nuovo, ma è la banale conferma che il processo vulcanico in atto ai Campi Flegrei, iniziato nel 1950, con solo sollevamento del suolo perché la sismicità è iniziata soltanto nel 1970, è in continua crescita, come testimonia peraltro il sollevamento del suolo in continuo aumento.
I feriti sono 10. A Pozzuoli abitazioni con crepe profonde, soprattutto nei palazzi più antichi, mobili ribaltati, famiglie destinate a passare la notte in strada. Sono diverse le vie del comune flegreo in cui si vedono calcinacci, muri crollati, auto schiacciate dal peso dei massi venuti giù per l’intensità della scossa, in attesa delle decisioni delle autorità.
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci segnala “danni ad alcuni edifici civili e a diverse chiese, e tanta paura”. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in costante contatto con Musumeci, con il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e con il prefetto di Napoli, Michele di Bari, per seguire l’evoluzione della situazione, come si apprende da fonti di palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio sta inoltre seguendo gli sviluppi della riunione dell’Unità di crisi, convocata per coordinare il monitoraggio e gli interventi conseguenti al sisma.
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