Nasce una nuova partnership nel panorama del Terzo Settore italiano. Il 21 luglio 2026, l’ENAC (Ente Nazionale Attività Culturali) e il MDCC (Movimento Difesa Culturale e del Consumo) hanno ufficializzato la firma di un Protocollo d’Intesa triennale che sarà operativo fino al 2029. L’accordo è stato sottoscritto dai rispettivi vertici nazionali, il Dott. Maurizio Abbate (Presidente ENAC) e Nicola Lista (Presidente MDCC).
Obiettivi comuni e tutela sociale
Alla base dell’intesa c’è una forte sintonia tra gli scopi statutari dei due enti. Da un lato, il MDCC porta in dote la propria esperienza nella salvaguardia dei diritti civili, umani e dei consumatori, unitamente all’organizzazione di progetti artistico-culturali e di volontariato. Dall’altro, l’ENAC garantisce una capillare presenza nella promozione culturale, sportiva e ricreativa, con una particolare attenzione alla protezione delle categorie maggiormente a rischio di marginalizzazione o discriminazione, quali anziani, minori, persone con disabilità e individui in condizioni di fragilità economica o sanitaria.
Le azioni previste dal Protocollo
La collaborazione tra ENAC e MDCC si concretizzerà attraverso una serie di interventi coordinati su scala locale e nazionale:
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Servizi e Sportelli dedicati: Impianto e conduzione condivisa di punti di contatto territoriali volti a offrire consulenza, orientamento e protezione ai consumatori.
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Crescita professionale e Formazione: Sviluppo di percorsi formativi per gli operatori degli sportelli e organizzazione di simposi, seminari e workshop (sia fisici che digitali) per incentivare il confronto interdisciplinare.
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Progettazione territoriale e Finanziamenti: Partecipazione congiunta a bandi pubblici, ricerca di partnership e sponsor privati per sostenere progetti di sviluppo socio-economico nelle varie regioni.
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Cultura del merito: Promozione di premi e bandi di concorso focalizzati sulle tematiche sociali, civiche e culturali care alle due organizzazioni.
Regole chiare e massima trasparenza
Il documento programmatico stabilisce rigorose linee guida gestionali: ogni attività condivisa sarà preceduta da un’attenta pianificazione economica preventiva, con una ripartizione trasparente di costi, eventuali utili o disavanzi finanziari.
La convenzione, già in vigore, punta a rappresentare un modello efficace di rete tra realtà del no-profit, capace di rispondere in modo concreto alle esigenze dei territori e della cittadinanza per i prossimi tre anni.




















