Il Museo Nivola presenta Nivola vis-à-vis, il programma espositivo dell’estate – autunno 2026, a cura di Chiara Gatti, con il supporto del Comitato Scientifico del museo.
“Da un confronto con Claire Nivola, figlia dell’artista e portavoce della famiglia, è nata l’idea di lavorare sulle affinità elettive fra Nivola e i suoi contemporanei – afferma Chiara Gatti, direttrice artistica del Museo Nivola. Sarà fondamentale orchestrare il nuovo programma attorno alla sua figura, data la coincidenza con l’antologica che vedrà Nivola protagonista in autunno alla Triennale di Milano, occasione significativa per proporre a Orani un ciclo di progetti eufonici”.
Il programma, articolato in tre capitoli tematici, indaga aspetti ancora inediti della ricerca di Costantino Nivola (1911-1988), mettendola in relazione con il tempo che ha attraversato, le tendenze cui ha aderito e le figure che, realmente o idealmente, hanno intrecciato il proprio percorso con il suo: Gianni Colombo, Ruth Guggenheim, Bruno Munari e Regina Cassolo.
Lo sguardo di Nivola incrocia quindi il volto degli altri; quel volto specchio di storie personali e, insieme, specchio di chi lo osserva, in una logica di riflessi che il filosofo francese Emmanuel Lévinas definiva “epifania del volto”; il volto è il luogo dove l’altro si manifesta e, nello sguardo vicendevole, si instaura l’autentica relazione.
Al centro dell’indagine l’esplorazione di terreni avanguardistici del secondo dopoguerra come l’arte astratta, lo spazialismo e il concretismo, movimenti segnati dalla vocazione sperimentale, dall’aggiornamento dei mezzi espressivi e da una collaborazione spontanea tra fervide menti attive su fronti diversi.
Il primo capitolo, STANZE, si apre con la mostra Nivola, Colombo e lo spazio intorno, a cura di Chiara Gatti e Anna Pirisi, in collaborazione con l’Archivio Gianni Colombo di Milano, che propone, dal 23 luglio al 25 ottobre 2026, una riflessione sul modo in cui l’uomo abita, percepisce e attraversa lo spazio. In particolare, il percorso espositivo si sviluppa lungo tre ambienti: la Stanza dei sogni di Costantino Nivola, lo Spazio elastico di Gianni Colombo e la Stanza della memoria, frutto della partecipazione collettiva della comunità di Orani. Il fulcro scientifico del progetto risiede nelle tangenze e nelle sintonie formali intercorse fra i due maestri che, attorno al 1968 – anno in cui Colombo presentava il suo celebre Spazio elastico alla Biennale di Venezia e Nivola realizzava il Modello per il monumento ad Antonio Gramsci – esploravano l’idea della stanza non come mero involucro architettonico, ma volume pensato per accogliere, definire e mettere in relazione l’uomo con ciò che lo circonda.
Dal 23 luglio al 20 settembre 2026, in concomitanza con la mostra estiva, il Museo Nivola celebra il centenario del Premio Nobel a Grazia Deledda ospitando nelle sue sale una scultura in bronzo che Costantino Nivola dedicò alla scrittrice a metà degli anni Settanta. Concessa in prestito dal Banco di Sardegna, l’opera troverà posto nel nuovo spazio del lucernario, in dialogo con il percorso espositivo.
Il secondo capitolo, in programma dal 13 novembre 2026 al 21 marzo 2027, intitolato LE RELAZIONI FRUTTUOSE, prevede due mostre: Ruth Guggenheim. Sculture leggere e Munari e Regina (working title).
In contemporanea con la grande mostra antologica dedicata a Costantino Nivola, curata da Cecilia Alemani, in programma alla Triennale di Milano, il museo di Orani accoglierà un progetto a cura dello staff del museo realizzato grazie a opere in parte inedite e appartenenti alla famiglia, utili per analizzare a fondo la figura di Ruth Guggenheim (1917-2008), moglie di Nivola. Anche Ruth, cresciuta nelle aule dell’ISIA di Monza, fu sperimentatrice visionaria, autrice di sculture – gioiello nate dalla precisione artigianale nella resa di veri e propri monili, proiettati poi nella dimensione formale dell’opera plastica. Il gioco di rimandi a tradizioni arcaiche o vernacolari cela un connubio di retaggi, fra cui i gioielli rituali sardi, sublimati però nella composizione astratta, nell’estetica del teatrino o del mobile, che risente dell’esperienza di pioniere di riferimento, come Louise Nevelson, Marcelle Cahn o Claire Falkenstein. Un omaggio importante a una donna dell’astrazione, legata a Nivola, ma allo stesso tempo indipendente nella sua riflessione artistica. La mostra prevede inoltre una serie di ritratti di Ruth realizzati dal marito e mai esposti fino ad oggi.
La seconda mostra, a cura di Lorenzo Giusti e Chiara Gatti, con un contributo storico di Nicoletta Boschiero, propone un incontro ravvicinato tra due giganti della sperimentazione italiana del secondo dopoguerra: Bruno Munari e Regina Cassolo Bracchi. L’esposizione isola un nucleo selezionato di opere e documenti d’archivio per rileggere il loro dialogo alla luce di questioni ancora oggi di attualità nel discorso artistico: la dissoluzione dei confini disciplinari, la dimensione ambientale dell’opera, il rapporto tra arte e industria e la scomposizione della forma.
Il progetto si inserisce in modo organico nel contesto del Museo Nivola, non solo per le convergenze biografiche e culturali che legano i due autori a Costantino Nivola, come la partecipazione alla II Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma nel 1935, ma perché le loro ricerche condividono una stessa visione dell’arte come esperienza capace di trasformare lo spazio dell’abitare e contribuire alla costruzione di una sensibilità collettiva.
Il terzo capitolo, CORRISPONDENZE, prevede un nuovo allestimento della collezione permanente che, soggetta a una movimentazione dovuta alla mostra alla Triennale di Milano, dovrà essere ricalibrata nel percorso e nei contenuti sulla base delle opere che resteranno in museo. Il progetto, a quindici anni dall’ultimo riallestimento, è curato dallo staff del Museo Nivola, con la consulenza dell’architetto Alessandro Floris e del designer Leonardo Sonnoli.
Il riallestimento sarà un’occasione preziosa per indagare il patrimonio custodito nei depositi, valorizzare opere a oggi mai esposte, accogliere altre donazioni da parte degli eredi e creare nuove connessioni e narrazioni fra gli esemplari conosciuti, con affondi inattesi.
Su tutti, quello legato alla fotografia, medium al centro di una sezione collaterale, una sorta di mostra nella mostra, che, grazie alla collaborazione dell’Archivio Ilisso, esporrà al pubblico per la prima volta un ciclo di immagini scattate da Nivola fra le vie di Orani, nel cuore del paese, fra la gente e gli angoli nascosti, la collina e la monumentalità algida della cava di talco.
Spazio anche all’arte contemporanea con Giammarco Cugusi. Ritratto di comunità: Orani, in programma tra ottobre e novembre 2026. Il progetto si sviluppa come una residenza dell’artista Gianmarco Cugusi (1991) e un laboratorio partecipativo che coinvolgerà gli abitanti del paese nella realizzazione di un’installazione collettiva. Attraverso incontri, racconti e la donazione di un bicchiere inciso con una parola scelta dai partecipanti, l’opera darà forma a un ritratto condiviso della comunità, culminando in una grande tavolata e in un brindisi aperto al pubblico.
PROGRAMMA ESPOSITIVO ESTATE – AUTUNNO 2026
Nivola vis-à-vis
A cura di Chiara Gatti
Capitolo primo: STANZE
Nivola, Colombo e lo spazio intorno
Lavatoio, 23 luglio – 25 ottobre 2026
A cura di Chiara Gatti e Anna Pirisi, in collaborazione con l’Archivio Gianni Colombo di Milano
Evento collaterale
Omaggio a Grazia Deledda
Museo, 23 luglio – 20 settembre 2026
Capitolo secondo: LE RELAZIONI FRUTTUOSE
Ruth Guggenheim. Sculture leggere
Lavatoio e Museo, 13 novembre 2026 – 21 marzo 2027
A cura dello staff
Munari e Regina (working title)
Lavatoio e Museo, 13 novembre 2026 – 21 marzo 2027
A cura di Lorenzo Giusti e Chiara Gatti, in collaborazione con l’Archivio Regina e l’Archivio Bruno Munari
Capitolo terzo: CORRISPONDENZE
Orani 6X6
Museo, 13 novembre 2026 – 21 marzo 2027
A cura dello staff, con la consulenza dell’architetto Alessandro Floris e del designer Leonardo Sonnoli
Evento collaterale
Giammarco Cugusi
Ritratto di comunità: Orani
Residenza e laboratorio ottobre-novembre 2026
















