Una nave del Cinquecento, un gruppo di donne chiamate a prendere il timone e il mare del Sulcis come spazio di ascolto, racconto e immaginazione politica. Sarà una navigazione condivisa a bordo del Dragut, storico veliero che solca le acque del sud-ovest della Sardegna, a dare forma al progetto vincitore della quarta edizione di Giudicesse2030, la residenza artistica promossa dal CSC Carbonia della Società Umanitaria e realizzata da U-BOOT Lab in collaborazione con Ottovolante Sulcis.
A firmarlo sono le registe e artiste Marta Anatra e Claudia Mollese, selezionate dalla commissione per la capacità di interpretare il tema dell’edizione 2026, dedicata a una “politica fuori dalla politica”: pratiche, relazioni e forme di organizzazione collettiva che nascono al di là delle strutture istituzionali e che contribuiscono a ridefinire i rapporti di potere e il modo in cui le comunità abitano i territori.
Il progetto prende avvio dall’incontro con Claudia Fadda, capitana trans ed esperta di navigazione antica, che guiderà una traversata fuori dal tempo attraverso le storie di queste coste, delle donne e delle forme di governo che le hanno attraversate. Sul Dragut saranno invitate donne attive in diversi ambiti della vita collettiva – dalla pesca alla politica, dall’educazione all’arte – chiamate ad assumere il comando e a condividere le proprie esperienze di guida e responsabilità.
Il veliero si trasformerà così in una comunità temporanea di ascolto e orientamento, un luogo in cui immaginare nuove forme di convivenza e di autogoverno, nel segno delle antiche Giudicesse e della loro eredità politica. Dalla navigazione nascerà un’opera audiovisiva in cui mare, corpi e parole daranno vita a una leggenda contemporanea, capace di interrogare il presente e di offrire nuove immagini del potere e della partecipazione.
Marta Anatra e Claudia Mollese si sono formate entrambe al Polygone Étoilé di Marsiglia, laboratorio artistico e cinematografico nel quale hanno costruito un lungo sodalizio creativo, fondato su un continuo scambio pratico, teorico e poetico. Le loro ricerche si muovono nel campo del cinema documentario sperimentale e indagano le trasformazioni dei territori, le forme di appartenenza e le pratiche comunitarie.
Tra i loro lavori figurano la performance Ivry, dedicata alla demolizione e ricostruzione di un quartiere di Parigi e accompagnata dal musicista sardo Bozzi Fenu, e il film Massaboom, racconto di un quartiere popolare di Marsiglia attraverso l’immaginario dei suoi giovani abitanti. Entrambe sono inoltre accomunate da un’esperienza di vita segnata dallo spostamento – Marta dalla Sardegna, Claudia dalle Puglie – elemento che alimenta la loro riflessione artistica sui luoghi e sulle comunità.
La residenza si svolgerà a Sant’Antioco dal 22 luglio al 4 agosto, mentre la restituzione pubblica del progetto è prevista il 5 agosto, nell’ambito della rassegna cinematografica Cinesulky, promossa dal circolo Arci Il Calderone.
Giudicesse2030 è finanziato ai sensi della Legge regionale 28 dicembre 2018, n. 48, art. 11, comma 26 della Regione Autonoma della Sardegna ed è realizzato con il patrocinio del Comune di Sant’Antioco e la collaborazione di Arci Il Calderone APS.

















