Cinque piani, dieci sale operatorie più due ibride, una superficie di 17.268 metri quadrati: sono i numeri di uno dei più importanti investimenti della Regione Sardegna degli ultimi anni.
Dopo dieci anni di attesa per l’Arnas Brotzu di Cagliari comincia il percorso che porterà il più grande ospedale della Sardegna a un’implementazione tecnologica e funzionale senza precedenti, destinata a cambiare il volto del presidio sanitario: è la nuova Piastra Tecnologica per l’Emergenza-Urgenza, un progetto partito dieci anni fa e che ora, dopo l’ok del consiglio comunale di Cagliari espresso all’unanimità alla variante urbanistica necessaria, è arrivato al traguardo della conferenza di servizi.
A illustrare il progetto è stata la presidente della Regione Alessandra Todde, insieme al direttore generale dell’Anas Brotzu, Maurizio Marcias e al sindaco di Cagliari Massimo Zedda.
“Oggi è una giornata importante per la sanità sarda – ha esordito la presidente e assessora ad interim della Sanità-.
Siamo qua per parlare di un progetto che noi abbiamo trovato due anni fa e come tutti i progetti importanti vanno portati avanti”. La presidente ha spiegato che il finanziamento iniziale di 90 milioni di euro è stato elevato, in questi due anni di legislatura, a 123 milioni grazie alla rinegoziazione dei fondi Fsc, e ha sottolineato la volontà di “dotare tutto il personale medico del comparto di infrastrutture nuove, di sale operatorie nuove, soprattutto rispondenti a quelle che sono le necessità di un contesto ad alta specializzazione”.
L’edificio si articolerà su un totale di sette livelli, che comprendono un piano interrato per i parcheggi, un seminterrato per i servizi generali e cinque piani fuori terra, l’ultimo dei quali sarà interamente dedicato alla gestione tecnica degli impianti di climatizzazione.
Il progetto, è stato evidenziato, punta a una “radicale riorganizzazione che permetterà di trattare in modo sempre meno invasivo i pazienti con patologie ad alta criticità, ottimizzando i tempi di degenza in un contesto architettonico armonico ed ecosostenibile”.
Al piano terra sorgerà un moderno Trauma Center, che integrerà il Pronto Soccorso per adulti e quello pediatrico, supportati da un’area di osservazione breve intensiva con venti posti letto totali e una diagnostica per immagini interamente dedicata con macchinari per TAC e risonanza magnetica. Salendo nella struttura, il primo piano ospiterà la Terapia Intensiva Post Chirurgica da 24 posti letto, mentre il secondo livello sarà il regno dell’imaging interventistico e delle sale operatorie ibride, specializzate per la neurochirurgia. Il quarto piano sarà invece occupato da un imponente blocco operatorio multidisciplinare dotato di dieci sale operatorie all’avanguardia.
I dettagli operativi e la visione clinica sono stati illustrati dal dg Marcias, che ha confermato in tre anni la durata dei lavori, una volta affidati. Marcias ha spiegato come la nuova piastra risolverà criticità strutturali risalenti alla progettazione degli anni Sessanta: “La piastra tecnologica ci permetterà di avere un unico blocco operatorio dove ci saranno 10 sale multifunzionali. In una sanità moderna l’innovazione tecnologica e la riorganizzazione dei percorsi diventano funzionali a dare delle risposte ottimali al bisogno di salute dei pazienti”. Il Direttore ha aggiunto che questo investimento, una volta completato, “farà fare un ulteriore salto di qualità a quella che è l’azienda motore della sanità sarda”. Per il primo cittadino del capoluogo “non è un investimento sulla città, è un investimento sulla sanità in Sardegna”. “Dopo decenni aver sbloccato questo progetto è una conquista perché abbiamo una certezza”, ha sottolineato Zedda che ha posto l’accento sulla necessità di gestire l’impatto urbanistico di una struttura così imponente: “Diciassettemila metri quadri che si aggiungono necessitano di un’accessibilità oltre che di una possibilità di trovare parcheggi nell’ambito delle zone esterne, tema su cui abbiamo già interloquito coinvolgendo anche il Comune di Selargius”, ha chiarito assicurando che il Comune vigilerà costantemente sul “rispetto dei tempi del progetto”. Oltre alla piastra, il piano prevede anche il miglioramento dei servizi al cittadino, come il nuovo Cup reso più accessibile da un percorso pedonale coperto, e una gestione ottimizzata dei rifiuti ospedalieri.


















