Si è svolto nel fine settimana a Oristano l’appuntamento “emozionante” a dir poco, (guardate la foto e non ditemi che non sono tutti emozionati sul palco)… l’Assemblea del Movimento 5 Stelle alla presenza di Giuseppi Conte e ovviamente della Governatrice Alessandra Todde.
Ed è stata l’occasione per rivendicare le politiche regionali nel bilancio di quasi metà mandato.
Tutta una sfilza di noi non siamo come voi, io non sono come quelli che mi hanno preceduto, certo i precedenti erano un disastro, ma anche lei…
Tanti i temi affrontati, uno fra tutto il caso Rwm. Todde respinge al mittente le accuse di incoerenza: “Non prendiamo lezioni di pacifismo da nessuno, nessuno ci deve insegnare che cos’è la Palestina libera”.
La presidente chiarisce che la fabbrica di bombe è in Sardegna da dieci anni e che il raddoppio contestato risale al 2018. Sul fronte amministrativo, spiega la scelta del commissariamento sulla VIA: “Ci siamo fatti commissariare semplicemente perché noi non eravamo in grado di poter dire ‘gli atti sono conclusi’. Non siamo pavidi”. Todde difende poi la scelta di tutelare legalmente i tecnici regionali: “C’è una legge che impone a un’amministrazione di difendere le sue direzioni. non siamo dei buffoni messi lì solo per fare ideologia”.
Ovviamente la vicenda è ben più articolata e un po’ diversa da come viene raccontata dalla Todde, infatti per una pura scelta di opportunità, la Regione decide di non decidere e di farsi commissariare, lasciando scadere i termini.
Arriva il commissario governativo nominato per supplire all’inerzia regionale e quando i comitati, le associazioni e i cittadini che per anni hanno difeso il territorio impugnano quell’autorizzazione davanti al TAR, cosa accade? Succede che la Regione Sardegna di Alessandra Todde si costituisce contro di loro.
Todde Todde…
Ma passiamo alla transizione energetica, o come piace a me definirla “colonialismo energetico” o “speculazione energetica”, in questo caso la Todde risponde alla stampa nazionale che l’accusa di aver bloccato le rinnovabili ma non si occupa di parlare ai sardi che in oltre 210.000 hanno chiesto delle cose chiare sul tema energia in Sardegna con la proposta Pratobello.
“Siamo stata la prima regione che ha programmato in vigenza di legge”. Numeri alla mano, sottolinea come l’1% del territorio sardo dedicato alle rinnovabili (241 km²) superi i 170 km² finora sviluppati in tutta Italia, questo afferma la Todde, dimenticando proprio che i sardi non vogliono questo tipo di speculazioni.
Insomma anche su questo argomento, risponde a logiche romane e non sarde, eppure la risposta sarebbe semplice, studiare modelli energetici di piccole dimensioni, non impattanti e non speculativi sul modello di Jeremy Rifkin e la sua democrazia energetica.
Cosa complicate per i politici sardi di tutti i colori…
Di Simone Spiga




















