È stato aperto al traffico il nuovo incrocio, nei pressi dell’ospedale San Camillo a Sassari, dopo il completamento delle opere di messa in sicurezza e riqualificazione della viabilità. “A poco più di un anno dalla presentazione del progetto ai residenti interessati dalla viabilità di quell’intersezione – evidenzia l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu – abbiamo consegnato sicurezza ad un’opera strategica ad intenso traffico e che richiedeva da tempo di essere ripensato secondo standard di viabilità al passo con le nuove esigenze di affidabilità”. L’assessore ha inaugurato stamane la conclusione dei lavori di riqualificazione della viabilità, per un valore complessivo di 558 mila euro, dell’incrocio all’altezza dell’intersezione tra la strada vicinale Taniga e la S.S. 200, km 3 + 800 (noto come incrocio di San Camillo) con Giuseppe Mascia, sindaco di Sassari, e con Salvatore Campione, responsabile struttura territoriale Anas Sardegna.
La consegna al traffico dell’opera rappresenta un importante traguardo per la sicurezza stradale del territorio e un miglioramento significativo per il collegamento dei flussi veicolari della zona. Il tratto di strada è caratterizzato da un consistente volume di traffico e negli anni l’incrocio è diventato noto a causa dei numerosi gravi incidenti che si sono verificati. Per questo implementare la sicurezza di quell’intersezione era un’esigenza non più rinviabile. La S.S. 200 dell’Anglona su cui insiste l’intersezione è una strada a carreggiata unica di tipo C e rappresenta un’importante arteria di collegamento tra il Comune di Sassari e i comuni vicini di Sennori e Sorso per poi innestarsi con la S.S. 134 verso Castelsardo. “L’impegno del mio Assessorato – spiega Piu – che ha coordinato Regione, Anas e Comune, ha portato a questo importante risultato che il territorio aspettava da molti anni. Dopo aver trovato i fondi e grazie allo studio del progetto eseguito da Anas, abbiamo realizzato l’opera in tempi record a cui abbiamo aggiunto la realizzazione di un’ampia fermata di autobus con pensilina e area sosta del mezzo pubblico contigua all’incrocio. Con questo intervento garantiamo sicurezza ad alto standard a chi transita ogni giorno in quella strada così strategica che, non solo collega comuni con un alto scambio, ma è frequentata anche da cittadine e cittadini che si recano nella vicina struttura sanitaria di San Camillo per motivi di salute e di lavoro”.
Vista l’alta pericolosità dell’incrocio e l’incremento nel tempo dei flussi di traffico, per questo progetto si è ricorso a specifici studi. Anas è partito dall’analisi di visibilità, considerata nell’ambito della progettazione delle infrastrutture stradali uno strumento obbligatorio per la verifica dell’esistenza di spazi sufficienti all’esecuzione di manovre di guida fondamentali per la sicurezza degli utenti della strada, soprattutto per i “vulnerable road users”, quelli considerati più vulnerabili. Il ricorso a questo tipo di analisi e della conseguente verifica di visibilità è considerata una condizione necessaria per una corretta interazione spaziale tra gli utenti. Nello specifico la distanza di visuale libera, intesa come lunghezza della porzione di traiettoria che il guidatore vede di fronte a sé, confrontata con la distanza necessaria per l’esecuzione delle manovre, permette di verificare o meno se sussistano spazi di visuale sufficienti ad arrestare il veicolo di fronte a potenziali ostacoli, evitando così pericolose collisioni. La metodologia adottata per questa intersezione a incrocio prevede l’acquisizione di dati geospaziali, la costruzione di un modello tridimensionale, e la sua successiva analisi al fine di determinare la distanza di visuale libera per le molteplici traiettorie in grado di essere eseguite dai vari utenti.
“Il proficuo coordinamento tra Regione e Anas ha consentito la realizzazione di un’opera moderna e sicura e in tempi rapidi. Sentivo come dovere l’esecuzione di questo intervento – conclude Piu – lo dobbiamo alle famiglie delle tante vittime della strada di quell’incrocio”.
















