“Un trattamento che solitamente si riserva ai traditori, ai vili traditori”.
Non usa giri di parole Barbara d’Urso per descrivere, in una lunga e durissima intervista rilasciata a La Stampa di Torino, la fine del suo rapporto quasi ventennale con Mediaset. Dopo tre anni di silenzio interrotto solo da brevi apparizioni, la conduttrice ha deciso di portare la sfida nelle aule di giustizia, depositando un ricorso che promette di scuotere i vertici della televisione commerciale.
Il racconto della d’Urso parte dal giugno 2023, quando la notizia del suo addio a Pomeriggio 5 arrivò come un ‘fulmine a ciel sereno’, comunicato peraltro da terze persone. “Non ho mai ricevuto una spiegazione né un messaggio da nessuno”, spiega la conduttrice al quotidiano torinese. Ma il dettaglio più amaro riguarda il dopo: “Mi è stato riferito che esisteva il divieto assoluto di avere contatti con me. Ho le prove di tutto questo”. Una sorta di damnatio memoriae che l’ha spinta, dopo aver sperato in una conciliazione, a ricorrere alle vie legali.
Nell’intervista a La Stampa, d’Urso entra nel merito degli atti depositati in Tribunale, dove compaiono nomi pesanti come quelli di Maria De Filippi e Silvia Toffanin. La conduttrice contesta presunte ingerenze nella scelta degli ospiti (che sarebbero stati soggetti ad approvazione esterna) e rivendica la paternità di Pomeriggio 5: “Se si fosse chiuso un ciclo, avrebbero chiuso il programma. Invece è andato avanti identico, ma con il crollo degli ascolti”.
Barbara d’Urso smentisce inoltre con forza la cifra di 35 milioni di euro guadagnati in 16 anni, circolata in questi giorni: “È una notizia falsa, uscita per farmi apparire come una privilegiata interessata solo ai soldi. Io sto tutelando i miei diritti di lavoratrice e di artista non rispettata”.
C’è spazio anche per un ‘giallo’ che riguarda il servizio pubblico. La conduttrice rivela a La Stampa di essere stata vicina al ritorno in Rai per ben tre volte: “Eravamo alle riunioni operative per trasmissioni in prime time, poi improvvisamente i progetti sparivano. Chi legge può trarre le sue conclusioni”.
Infine, resta aperta la ferita del post offensivo pubblicato nel 2023 dal profilo social ufficiale ‘Qui Mediaset’: “Nessuno mi ha mai chiesto scusa, neanche privatamente. Quel post era gravemente lesivo della mia dignità di madre e di donna”.
Oggi Barbara d’Urso si dice pronta alla battaglia legale: “La verità verrà fuori in tribunale. Mi hanno strappato via il lavoro senza permettermi di salutare il mio pubblico, che ancora oggi mi ferma per strada e mi inonda d’affetto”. Tra i pochi colleghi a cui va il suo ringraziamento pubblico c’è Milly Carlucci, definita ‘determinata e insistente’ per averla voluta a Ballando con le stelle nonostante le resistenze, riporta l’agenzia Dire.






















