Viaggio nella Storia e nelle storie con la X edizione del Festival Sanluri Legge – in programma da venerdì 8 maggio a domenica 10 maggio nel giardino del Castello di Sanluri: tre intense giornate in compagnia degli autori con la kermesse letteraria promossa dalla Città di Sanluri e fortemente voluta dal sindaco Alberto Urpi, realizzata con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e il contributo della Fondazione di Sardegna.
Tra i protagonisti, giornalisti e scrittori come Ezio Mauro, Barbara Serra e Maria Francesca Chiappe, Annalisa Cuzzocrea, Paola Soriga, Marcello Kalowski, Livio Gambarini e Luca Sommi, accanto a una star del calcio come Antonio Cabrini e a Patrizia Sardo Marras, compagna di vita e lavoro dello stilista Antonio Marras, che si racconta ne “La moda non è un mestiere per cuori solitari”. Un fitto carnet di appuntamenti, tra presentazioni di libri e incontri con gli autori, ma anche reading e recital come “L’irresistibile miraggio del mondo” di e con Paola Soriga e “Scrittori da Palco”, una serata “a tema” con Massimiliano Medda, Flavio Soriga, Nicola Muscas, Francesca Urpi, Renzo Cugis, Lele Pittoni, Andrea Pau e Alessia Farci, sulle note della chitarra di Samuele Dessì e con i ritratti live realizzati da Riccardo Atzeni. L’introduzione e la presentazione degli eventi e dei dialoghi con gli autori è affidata alla giornalista Francesca Figus.
La manifestazione, giunta alla decima edizione, rappresenta un momento di incontro per la comunità davanti al Castello trecentesco, in una dimensione quasi conviviale, con ospiti di rilievo nazionale e internazionale e una programmazione pensata per attrarre e incuriosire un pubblico variegato e attento all’attualità.
«Quest’anno raggiungiamo il traguardo dei dieci anni di Sanluri Legge e questo ci riempie di orgoglio e soddisfazione perché abbiamo fortemente voluto il festival letterario, che contro ogni scetticismo è andato in crescendo ad ogni edizione – sottolinea il sindaco di Sanluri Alberto Urpi –. Non avremo immaginato che in pochi anni sarebbe diventato un punto fermo nel panorama culturale regionale e non solo». E conclude: «Anche per questa decima edizione proponiamo un festival di altissimo livello che vedrà ospiti scrittori, giornalisti, e artisti provenienti dal mondo dello sport e della tv. Sarà un lunghissimo e intenso weekend in cui avremo modo di festeggiare anche i 10 anni di Sanluri Legge, con la consapevolezza di aver trasformato Sanluri in un centro culturale di alto livello. Aspettiamo tutti per questo importante weekend di cultura e letteratura».
Si parte venerdì 8 maggio alle 16 con Marcello Kalowski e il suo romanzo “Storia fantastica dello Shtetl di Beltz” (ed. Etica), che racconta le avventure di un gruppo di ebrei ashkenaziti, in fuga dal loro villaggio davanti ai venti di guerra che soffiano sull’Europa: dalla Galizia orientale verso l’America, tra mille peripezie, i protagonisti inseguono il sogno di un futuro migliore (coordina Giuditta Sireus). Il pomeriggio si tinge di giallo: alle 17.30 la giornalista e scrittrice Maria Francesca Chiappe presenta “Uguale per tutti” (Castelvecchi Editore), un thriller avvincente dove una nuova inchiesta della cronista Annalisa Medda si intreccia alle indagini condotte dal capo della Mobile Fernando Cavallo sull’assassinio di un giovane migrante algerino, il cui corpo viene ritrovato su un vecchio gommone incagliato nella sabbia, in una spiaggia ai margini della città, tra il ritratto di una Cagliari sospesa tra cielo e mare e i segreti e i misteri nascosti nelle crepe della società. Tra pieghe di stoffa e raffinata eleganza, Patrizia Sardo Marras, venerdì 8 maggio alle 18.45, racconta “La moda non è un mestiere per cuori solitari” (Bompiani – Giunti), una autobiografia in cui si intrecciano amore e creatività, vicende personali e collezioni di abiti: un memoir dove si fondono le tradizioni e la cultura dell’Isola, trame poetiche, reali e immaginarie e suggestioni artistiche, da Carol Rama a Maria Lai. Infine chiude la prima giornata del Festival venerdì 8 maggio alle 20 il dialogo-intervista a cura di Mario Frongia con il calciatore (e scrittore) Antonio Cabrini, uno dei migliori terzini moderni, dalle gloriose stagioni nella Juventus con Dino Zoff, Gaetano Scirea e Claudio Gentile ai goal segnati con la nazionale azzurra, senza dimenticare il trionfo ai Mondiali di Spagna nel 1982.
Un affresco dell’Italia all’inizio del XIV secolo – sabato 9 maggio alle 16 – con “La ribelle di Dio” (Piemme) di Livio Gambarini, un romanzo storico incentrato sulla figura di Margherita da Arco, seguace di Frate Dolcino e legata al movimento degli Apostolici, condannata e arsa sul rogo sotto Clemente V, e sulle vicende di Matteo Visconti, Signore di Milano (coordina Marcello Caneglia). I ritratti di tre scrittrici isolane per nascita o per scelta, quali Grazia Deledda, Joyce Lussu e Maria Giacobbe, sabato 9 maggio alle 17.30, con “L’irresistibile miraggio del mondo”, il reading di Paola Soriga con musiche di Francesco Medda / Arrogalla e Pier Nicola Di Muro e video di Ivana Marrone, per un affascinante itinerario tra parole e note, dove s’intrecciano note biografiche e invenzioni letterarie. S’intitola “E non scappare mai” (Rizzoli) il libro di Annalisa Cuzzocrea, in dialogo con Gianni Usai sabato 9 maggio alle 18.45: l’appassionante “romanzo di una vita” che attraverso documenti e testimonianze, lettere e fotografie, racconta la storia di Miriam Mafai, giornalista e scrittrice, partigiana e politica, personalità di spicco nell’Italia del Novecento, una donna che «camminava sicura nella tempesta». La parola a Ezio Mauro, che sabato 9 maggio alle 20 presenta “Il silenzio dell’opinione pubblica” (Feltrinelli), un avvincente saggio dove insieme con Zygmunt Bauman si interroga sulla trasformazione della moderna agorà nell’epoca dei social media, tra la crisi dei tradizionali mezzi d’informazione e il disorientamento dovuto al flusso costante di notizie, la distanza tra politica e società, le nuove derive antidemocratiche e il declino dell’occidente, la necessità di salvaguardare il pensiero critico e non lasciarsi sommergere dall’indifferenza e dalla cultura dell’oblio.
“Scrittori da Palco” – domenica 10 maggio alle 16 – per l’ultima giornata di Sanluri Legge 2026: un’antologia di racconti firmati e letti ad alta voce da Massimiliano Medda e Flavio Soriga, Nicola Muscas, Francesca Urpi, Renzo Cugis e Lele Pittoni, Andrea Pau e Alessia Farci, con Samuele Dessì alla chitarra e le illustrazioni di Riccardo Atzeni per un affresco corale dell’Isola e del mondo. Una riflessione sulla storia con “Fascismo in famiglia” (Garzanti) della giornalista Barbara Serra, volto di Sky News UK, già conduttrice di Al Jazeera English, che domenica 10 maggio alle 18, in dialogo con Nicola Scano, sulla falsariga del libro (e dell’omonimo documentario, premiato ai New York Festivals Film and Television Awards) racconta di suo nonno, podestà di Carbonia e dell’influenza del fascismo in Italia. La chiusura del Festival – domenica 10 maggio dalle 20 – è affidata al giornalista e critico Luca Sommi, autore di “Solo amore / Appunti per un manifesto in difesa degli animali” (Paper First) dove in uno stile accattivante, attraverso una serie di esempi illuminanti, affronta il tema complesso del dialogo interspecie e del legame che si instaura tra uomini e cani, e più in generale con gli animali domestici (e non solo), per sottolineare l’importanza del rispetto per la natura.
Un programma interessante che spazia fra letteratura e politica, storia, ecologia e filosofia, dalle cronache familiari di Barbara Serra al memoir di Patrizia Sardo Marras, il ritratto di Miriam Mafai nel libro di Annalisa Cuzzocrea e le biografie e le opere di Grazia Deledda, Joyce Lussu e Maria Giacobbe narrate da Paola Soriga, un viaggio nella cultura ebraica e nelle sonorità della lingua yiddish prima della Shoah con il romanzo di Marcello Kalowski e la vita ispirata e la tragica fine di una religiosa nell’Italia del Milletrecento. Una trama in giallo con Maria Francesca Chiappe e i racconti degli Scrittori da Palco, l’epopea sportiva di un campione nel talk di Antonio Cabrini e il ruolo dell’informazione e le responsabilità dei politici nell’era dei social media, e un invito a vivere in armonia con l’ambiente e nel rispetto delle altre specie nel saggio di Luca Sommi, impreziosito da una poesia di Erri De Luca.



















