Questo pomeriggio si è tenuto al Mimit il tavolo sulla vertenza Tiscali, un incontro convocato con grande tempestività su richiesta degli assessorati del lavoro di Sardegna e Puglia. L’azienda ha illustrato i prossimi passi della procedura negoziale di crisi, che porterà dall’affitto ponte all’acquisto dell’azienda da parte della società Canarbino.
“Mi associo ai ringraziamenti per la celere convocazione del Tavolo, ma condivido a pieno le preoccupazioni degli assessori Manca e Caroli e dei sindacati” dichiara la deputata Francesca Ghirra, che il 24 marzo scorso ha presentato un’interrogazione ai Ministri delle imprese e del lavoro per comprendere come il Governo intenda tutelare i livelli occupazionali dell’azienda, sostenere il tessuto produttivo e occupazionale della Sardegna, ma anche se siano state valutate le ricadute della riorganizzazione aziendale sul pluralismo dell’informazione e sulla continuità delle attività editoriali della testata Tiscali Notizie.
“L’azienda ha parlato di alleggerimento dell’organico come misura necessaria, finalizzata alla composizione della crisi e alla cessione del ramo d’azienda. Ha anche sottolineato più volte che si è trattato di esodo volontario, ma sappiamo bene che i dipendenti di Tiscali non avevano scelta” continua Ghirra “Parliamo di 300 persone che riceveranno incentivi per 42 mesi e che poi si troveranno senza il loro posto di lavoro: 120 unità in Puglia e 180 in Sardegna, a cui si aggiungono 12 giornalisti della testata Tiscali news. Possibile che il nuovo piano industriale parta dal paradosso di prevedere la fuoriuscita di lavoratrici e lavoratori e non tenga in considerazione il valore di una testata fondamentale per la storia del giornalismo online e dei professionisti che ci hanno lavorato fino a oggi, determinando l’ottima web reputation di Tiscali?”
“Ribadendo le preoccupazioni dei rappresentanti istituzionali e delle parti sociali, mi associo alle richieste al Governo sulla conferma della quattro attuali sedi di Cagliari, Roma, Taranto e Bari; la tutela dei livelli occupazionali dei 550 lavoratori rimasti, ma anche del futuro degli esodati; chiedo di porre grande attenzione nella verifica del piano industriale e di tenere il tavolo aperto in maniera permanente” prosegue la deputata.
E conclude “Confido che si intervenga con serietà e attenzione su una vertenza che suscita grande preoccupazioni, poichè riguarda personale altamente qualificato in territori che presentano enormi criticità da un punto di vista industriale e occupazionale.”






















