Negli ultimi anni Cagliari si trova ad affrontare un problema sempre più evidente, sotto gli occhi di cittadini, automobilisti e operatori del trasporto pubblico: le strade sono meno sicure. E i numeri, al di là delle percezioni, lo confermano con chiarezza.
Dopo una fase relativamente stabile tra il 2015 e il 2019, il numero di incidenti stradali nel capoluogo ha ripreso a crescere in modo significativo. Il calo registrato nel 2020, legato alle restrizioni pandemiche e alla riduzione drastica del traffico, si è rivelato solo temporaneo. Già dal 2021 la curva è tornata a salire, fino a raggiungere circa 893 incidenti nel 2023 e superare quota 1.000 nel 2024.
Un dato che non può essere ignorato e che inserisce Cagliari in un trend più ampio che riguarda l’intera Sardegna, dove si registra un aumento complessivo degli incidenti e dei feriti, senza un calo strutturale della mortalità.
A preoccupare è anche la condizione dei pedoni, categoria tra le più vulnerabili. Le ricostruzioni basate sui dati disponibili indicano che il numero di persone investite non mostra una diminuzione significativa. Anzi, negli ultimi anni segue lo stesso andamento degli incidenti totali: stabile nel lungo periodo, ma in crescita recente, con stime che parlano di circa 130–180 pedoni coinvolti nel 2023 e fino a 150–200 nel 2024.
Nel frattempo, la città è stata interessata da numerosi interventi urbanistici, tra cui un aumento degli attraversamenti pedonali. Misure che, nelle intenzioni, dovrebbero migliorare la sicurezza. Tuttavia, allo stato attuale, non esistono evidenze concrete che dimostrino una riduzione degli investimenti grazie a questi interventi. Al contrario, il quadro generale continua a peggiorare.
Parallelamente all’aumento degli incidenti, cresce anche il malcontento per le condizioni del manto stradale. In molte zone della città, automobilisti e motociclisti segnalano da tempo la presenza diffusa di buche, avvallamenti e tratti di asfalto deteriorato. Una situazione che non solo rende la guida più difficile, ma che rappresenta un ulteriore fattore di rischio per la sicurezza.
Le immagini che accompagnano questo articolo, relative a via Liguria, via Romagna, via Scano, all’Asse Mediano, via delle Rondini e via Scirocco, rappresentano tuttavia solo una minima parte del problema: una documentazione parziale di una realtà molto più estesa, nella quale le criticità stradali sono diffuse in modo capillare e ben oltre quanto qui riportato.
Le segnalazioni parlano di centinaia, se non migliaia, di criticità distribuite sull’intero territorio urbano. Dalle arterie principali alle strade secondarie, il problema appare ormai strutturale. I disagi non riguardano soltanto i veicoli privati, ma anche i mezzi pubblici e i servizi di emergenza, costretti a muoversi in condizioni sempre più complesse.
Il risultato è un sistema della mobilità urbana sotto pressione: da un lato l’aumento degli incidenti, dall’altro una rete stradale che mostra segni evidenti di degrado.
Gli esperti di sicurezza stradale sottolineano da tempo che interventi isolati difficilmente possono risolvere il problema. Gli attraversamenti pedonali, ad esempio, sono efficaci solo se inseriti in una strategia complessiva che includa manutenzione costante, controllo della velocità e una progettazione coerente degli spazi urbani.
In assenza di questo approccio integrato, il rischio è quello di intervenire senza incidere realmente sulle cause profonde dell’insicurezza.
Il quadro che emerge è quindi chiaro: a Cagliari gli incidenti aumentano e le condizioni delle strade peggiorano. Due elementi che, insieme, pongono una questione urgente di sicurezza e di qualità della vita urbana.
Una situazione che richiede risposte concrete e, soprattutto, una visione più ampia e strutturata della mobilità cittadina. Perché quando i numeri crescono e le criticità si moltiplicano, non si tratta più di episodi isolati, ma di un problema sistemico che non può essere ignorato.




















