La Regione boccia la realizzazione del terminale di rigassificazione e dell’impianto di stoccaggio di Gnl nel Porto Canale di Cagliari, a Giorgino.
La Giunta regionale, su proposta della presidente Alessandra Todde e d’intesa con l’assessore dell’Industria Emanuele Cani, ha espresso parere negativo al rilascio dell’intesa proposto dalla società Sardinia Lng.
Nella delibera approvata dall’esecutivo, come riporta la nota della Regione, l’intervento proposto, basato su un terminale di rigassificazione e stoccaggio “di tipo fisso e strutturale”, si colloca su un “orizzonte tecnologico rigido e di lungo periodo, non coerente con la visione programmatoria regionale”.
La Regione sottolinea che la propria pianificazione energetica “richiede soluzioni agili, modulabili e non idonee a vincolare il territorio in modo permanente”, orientate verso infrastrutture “a basso impatto territoriale, capaci di adattarsi all’evoluzione del mercato e agli obiettivi di decarbonizzazione”.
Nel documento si richiama anche il Dpcm sul phase-out del carbone, che – secondo la Giunta – individua come compatibili con il percorso di transizione dell’Isola “esclusivamente infrastrutture energetiche flessibili o riutilizzabili, come i terminali di rigassificazione di tipo flottante”.
La decisione arriva dopo l’alt imposto dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, che nelle scorse settimane aveva accolto il ricorso della società proponente contro il silenzio amministrativo. I giudici avevano stabilito che l’iter non poteva restare sospeso e avevano ordinato alle amministrazioni competenti, ministeri e Regione, di concludere il procedimento entro 30 giorni.
Presentato nel 2017 con l’obiettivo dichiarato di garantire alla Sardegna una fonte stabile di approvvigionamento di gas naturale, in un contesto segnato dall’assenza di metanizzazione diffusa e dalla prospettiva di uscita dal carbone, negli anni aveva ottenuto la Via e superato diversi passaggi autorizzativi.
Ma è rimasto bloccato sull’intesa regionale determinante.
Parallelamente è cresciuta l’opposizione sul territorio: i residenti di Giorgino e del Villaggio Pescatori, associazioni ambientaliste e operatori della pesca hanno sollevato dubbi su sicurezza, impatto ambientale e compatibilità con la vocazione dell’area. Anche il Consiglio comunale di Cagliari si era espresso contro l’opera.















