Sit-in di protesta questa mattina contro il ddl Bongiorno, davanti al Consiglio regionale, promosso dal Coordinamento femminista e transfemminista Arestəs.
Un centinaio di persone ha manifestato con slogan e striscioni al grido di “Il consenso non si cancella”.
Una delegazione delle manifestanti è stata poi ricevuta in Consiglio dal presidente Piero Comandini.
“Il ddl Bongiorno, che prevede la modifica dell’articolo 609 bis del Codice penale sulla violenza sessuale – ha detto Comandini – è una riforma peggiorativa, un arretramento pericoloso in cui si minimizza la violenza e non si tutelano le donne.
Farò tutto il possibile per sensibilizzare i deputati e senatori sardi e proporrò ai Capigruppo di portare in aula un ordine del giorno sull’argomento”.
La delegazione era composta da Luisanna Porcu di Onda Rosa, Gabriella Mureddu di Istravanadas, Sara Cucaru di Strasura e Loredana Boi di Liberas. Sono state illustrate al presidente le ragioni della protesta: “Il ddl Bongiorno, in discussione in Parlamento, elimina il riferimento al consenso, che deve essere libero e attuale, e introduce la formula del dissenso come “volontà contraria della vittima”.
“Basarsi sul concetto di volontà contraria lascia spazio alle interpretazioni, ai dubbi e mette in discussione la libertà delle donne”, ha osservato Comandini per il quale sostituire il “consenso libero e attuale” con la parola “dissenso” vuol dire far ricadere sulla vittima del reato l’obbligo di dimostrare la propria contrarietà all’atto sessuale. Un altro motivo per indurre le vittime a non denunciare”.
























