C’è un nuovo modo di cantare il mito, e prende il nome di MitoCanto: “Demetra”, l’opera firmata dall’autore sardo Giuseppe Elia Monni, segna l’avvio di questo percorso, fondendo scrittura operistica, tensione drammatica e immediatezza melodica in una forma aperta e cross-mediale. Non a caso l’obiettivo della produzione – anch’essa sarda – è quello di realizzare non solo una rappresentazione teatrale ma anche una serie tv. Di qui il grande interesse suscitato in Cina da questo progetto, innovativo sotto tanti aspetti.
Il MitoCanto Demetra, prodotto da Open Service Communication, debutterà in Cina dal 20 al 26 marzo, a Chengdu, capoluogo del Sichuan, con un altro protagonista isolano: il tenore Francesco Demuro, tra le voci più prestigiose della scena lirica internazionale.
L’approdo in Asia assume un valore ulteriore per la forte impronta identitaria: autore e interprete condividono, infatti, la stessa terra d’origine, e portano in Cina non soltanto un’opera nuova, ma una visione artistica che affonda le radici nel Mediterraneo e si proietta su scala globale.
A Chengdu saranno presentati brani selezionati dell’opera in un programma che valorizza il dialogo tra culture, affiancando la nuova scrittura di Monni a pagine di repertorio italiano e Mediterraneo. Accanto a Demuro, saranno protagonisti anche altri cantanti di fama internazionale, come Elisa Verzier, Guido Loconsolo e Carlo Raffaelli e la Chengdu Symphony Orchestra, tra le principali istituzioni musicali cinesi.
Con “Demetra” prende forma, dunque, il MitoCanto. Non una semplice etichetta, ma l’affermazione di un nuovo spazio espressivo. Giuseppe Elia Monni, già autore Mondadori, firma testi e musiche dell’opera e, con questo progetto, inaugura un linguaggio che ambisce a ridefinire il modo in cui il mito può essere cantato e narrato nel nostro tempo. Il debutto internazionale a Chengdu non coincide soltanto con la presentazione di una nuova partitura, ma segna l’atto fondativo di un genere: una diversa concezione del rapporto tra parola, melodia e racconto epico, pensata per dialogare con il pubblico contemporaneo e con una dimensione culturale globale.
Il MitoCanto si colloca in una zona di attraversamento tra lirica, musical e suggestioni della canzone popolare del Novecento, intrecciando canto operistico, tensione drammatica e immediatezza melodica. “Demetra” non è pensata come opera confinata al solo palcoscenico teatrale, ma come progetto cross-mediale, con una visione che guarda anche allo sviluppo di una miniserie televisiva interamente cantata. Una forma scalabile, aperta, capace di dialogare con pubblici differenti e con interlocutori culturali e industriali.
Il cuore narrativo attinge al mito classico – tra Reggia, Inferi e Olimpo – ma lo restituisce attraverso una sensibilità contemporanea. La figura di Demetra diventa simbolo universale di perdita e rinascita, di maternità e trasformazione, in una narrazione che intende superare i confini geografici e culturali. Il debutto a Chengdu segna dunque un passaggio strategico e simbolico: la nascita del MitoCanto e il primo confronto internazionale di un progetto firmato da un autore sardo e interpretato da una voce sarda di fama mondiale. Un dialogo tra Mediterraneo e Oriente che prende forma nel canto e nella potenza evocativa del mito.

























