Prove di distensione in Sardegna tra le istituzioni regionali e i comitati che da anni lottano contro le speculazioni energetiche e il cosiddetto assalto delle multinazionali delle eolico e del fotovoltaico.
Questa mattina in consiglio regionale si sono svolte le prime audizioni nell’esame della proposta di legge di iniziativa popolare ribattezzata Pratobello 24, che ha raccolto in tutta l’isola oltre 211mila firme.
Davanti ai componenti delle commissioni quarta e quinta in seduta congiunta hanno sfilato i rappresentanti dei comitati e i promotori della norma depositata nell’ottobre 2024 in Consiglio regionale.
Confronto, collaborazione disponibilità a una modifica e rafforzamento del testo in esame anche alla luce delle novità emerse con i decreti governativi, ma un monito affinchè non ci sia uno stravolgimento della volontà popolare, è in sintesi ciò che hanno chiesto e auspicato i comitati, oltre alla richiesta alla giunta di impugnare la legge nazionale 4 del Governo che ha rimesso mano alla disciplina delle aree idonee.
Per primo ha parlato Pasquale Mereu, sindaco di Orgosolo e promotore formale della testo, intervenuto insieme a Mario Rubanu e Paola Lai (Comitato Ventu Hontrariu). “A distanza di 17 mesi dal deposito delle firme, la nostra proposta di legge sostenuta da 210.729 cittadini viene finalmente presa in considerazione – ha detto – è un passaggio importante che salutiamo con favore. Non voglio addentrarmi sui ritardi né fare polemica. Ora è necessario concentrarsi su un unico obiettivo: fermare l’assalto dei signori del vento e del sole”. Mereu evidenzia che ora lo scenario è cambiato, “la legge regionale che introduceva una moratoria sulla realizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili è stata bocciata dalla Corte Costituzionale. Anche la legge n.20 sulle aree idonee è sta praticamente cancellata dalla Consulta. La legge Pratobello può essere uno strumento utile per contrastare gli speculatori e assicurare la tutela del territorio”, sostiene.
“La Pratobello naturalmente può essere anche integrata, rafforzata, ma certamente non stravolta – ha avvertito Mereu anche parlando con i giornalisti -, perché la base di quel testo è soprattutto l’articolo 3, lettera F, dello Statuto Regionale”.
Presente anche l’avvocato Michele Zuddas, uno dei personaggi più conosciuti portavoce del coordinamento dei comitati e che in occasione della discussione della legge sulle aree idonee cominciò uno sciopero della fame. Anche lui ricorda il lungo tempo passato prima di aver incardinato il testo: “Rispetto a 24 mesi fa è cambiato molto e a maggior ragione oggi il Consiglio deve occuparsene – sostiene -, se la legge Pratobello è insufficiente il Consiglio ha il dovere di modificarla e rafforzarla”. Zuddas auspica anche che quella di oggi non sia “una convocazione una tantum, ma l’inizio di un percorso utile a riconciliare le istituzioni regionali con i comitati e la democrazia partecipata”. Le audizioni proseguono con gli altri rappresentanti, scrive l’Ansa.






















