“La carenza di personale sta mettendo a rischio i servizi per i cittadini del Comune di Uta e adesso ci sono anche in pericolo gli stipendi dei dipendenti, visto che l’amministrazione ha fatto sapere di avere difficoltà economiche”. Lo denuncia la Uil Fpl attraverso il segretario territoriale di Area vasta Alessandro Pischedda dopo l’assemblea dei dipendenti del Comune di Uta di alcuni giorni fa.
Un incontro che è servito per fare il punto della situazione: “Sono emersi problemi non più rinviabili – spiega Pischedda – che stanno logorando fisicamente e psicologicamente i pochi dipendenti rimasti”. Nel corso dell’assemblea sono state affrontate tutte le criticità: dalla presenza del carcere, alle grandi opere, fino alla carenza di personale.
“Tanta preoccupazione nei dipendenti è alimentata da una nota interna che informa i responsabili dei servizi in merito a una forte sofferenza di liquidità di cassa – spiega il sindacalista – tanto seria che potrebbero non essere pagati gli stipendi”. L’incertezza e la paura per il futuro hanno spinto 26 dipendenti su 27 a firmare un documento in cui, vista la situazione, si dicono preoccupati per il rischio che non vengano pagati gli stipendi e, alle attuali condizioni, di non poter più erogare i servizi ordinari alla popolazione.
Nodo centrale rimane “la continua riduzione del personale – precisa il sindacalista -. Si è passati in due decenni da 38 unità lavorative full time, più gli oltre 30 operatori esterni tra cantieri e lavoratori socialmente utili, ai soli 27 dipendenti di oggi di cui 2 al 50%, mentre aumenta costantemente la popolazione che ha raggiunto adesso le 9mila unità”. Il sindacato e pronto a farsi sentire: “Tuteleremo i nostri associati – garantisce Pischedda – nulla verrà lasciato al caso, la Uil Fpl garantirà la massima assistenza”.
Sulla vicenda è intervenuto il Sindaco di Uta che afferma: “La nostra amministrazione ha sempre avuto una particolare attenzione al personale portando avanti ogni azione utile all’incremento del numero dei dipendenti e avendo attenzione a ogni possibilità per riconoscere anche economicamente il loro lavoro svolto. Alcuni dati:
La situazione della riduzione del personale del Comune di Uta, come evidenziato dallo stesso personale, (ci si riferisce un numero di 38 dipendenti datato oltre 20 anni e assolutamente lontano da quanto ereditato dalla nostra amministrazione a maggio 2015) ha origine ben prima dell’elezione della nostra Amministrazione nel maggio 2015. Al nostro insediamento, infatti, il patto di stabilità imponeva da tempo limiti alle assunzioni obbligando a rispettare la media della spesa per il personale relativa al triennio triennio 2011/2013. Inoltre, anche la sostituzione dei pensionamenti era fortemente penalizzata arrivando, in alcuni periodi a consentire la sostituzione di un full time solo con un part time al 50% o al 75%. In pratica chi, prima della nostra elezione, avrebbe potuto assumere, non facendolo ha vincolato il Comune a limiti assunzionali molto limitati. Nonostante questo scenario la nostra amministrazione negli anni ha portato avanti numerosi concorsi ed assunzioni che per la maggior parte degli ultimi dieci anni ha consentito di poter contare su oltre 30 dipendenti di media. Solo nell’ultimo periodo il numero complessivo è tornato sostanzialmente in linea con quanto ereditato a maggio del 2015, meno di 30 unità, a causa di improvvise cessazioni di dipendenti che, vincendo concorsi in Regione o in Comuni prossimi alla loro residenza, li hanno indotti a trasferirsi, com’è ovvio, dove le condizioni economiche o logistiche sono per loro più vantaggiose. Inoltre, la norma vigente garantisce loro il mantenimento del posto di lavoro presso il nostro Comune per parecchi mesi, nel caso di loro ripensamento, consentendo solo una sostituzione a tempo determinato non sempre appetibile. Tale situazione è facilmente riscontrabile in tantissimi comuni sardi, non solo a Uta, che lamentano tali difficoltà inducendo la Regione ad accelerare sulla costituzione del comparto unico dei lavoratori RAS ed Enti Locali, unico strumento in grado di evitare la fuga di personale dai comuni attratti da condizioni ben più vantaggiose in altri Enti sovracomunali.
Concretamente l’Amministrazione in questi anni, e sopratutto, negli ultimi ha sempre disposto quanto di competenza dando agli uffici gli input e le disponibilità finanziaria necessarie per procedere a nuove assunzioni e/o sostituzioni, compreso il rispetto delle scadenze nell’approvazione dei bilanci e dei rendiconti per non incorrere in alcun blocco. Siamo fiduciosi che a breve si concluda quanto tutti, amministratori e dipendenti, auspichiamo per poter salutare i nuovi arrivi. Altro elemento che evidenzia l’attenzione verso il personale quale elemento imprescindibile per poter garantire i servizi ai cittadini, è stato aver recuperato in loro favore, in breve tempo, e fin dalla nostra prima elezione, diverse annualità di salario accessorio che in passato non gli erano state riconosciute, parliamo in un impegno importante per le finanze del Comune che, abbiamo sempre ritenuto doveroso verso i lavoratori e il loro operato. Di recente è stato anche incremento detto fondo per i prossimi esercizi. Nel merito delle preoccupazioni circa il mancato pagamento degli stipendi, il Comune di Uta non ha mai evidenziato le difficoltà paventate pagando con assoluta regolarità quanto dovuto. Così come continuerà a fare in futuro. Tutto nasce da una nota ai vari settori, in cui il Responsabile dell’Area finanziaria sollecitava a procedere con la massima sollecitudine agli atti necessari a ricevere le entrate di competenza del Comune come, ad esempio: le ingenti somme già anticipate per le opere finanziate dalla Regione (ammontanti a diversi milioni di euro), le somme relative alle tariffe e le imposte etc. È chiaro dal tenore che si tratti di una giusta azione tesa a prevenire future tensioni, come il buon senso impone, per evitare che si anticipi senza ricevere rapidamente il rimborso di cifre talvolta notevoli impoverendo temporaneamente le casse comunali. Ovviamente questa vicenda era stata attenzionata ben prima dell’assemblea in un incontro tra Amministrazione e Responsabile in cui si sono programmate le azioni utili a rispettare il corretto flusso di cassa in entrata per evitare ogni criticità. Quindi, i dipendenti, riceveranno come sempre e regolarmente gli stipendi. Tale preoccupazione si sarebbe potuta fugare agevolmente anche con un semplice confronto informale come tante altre volte accade in un Comune, come il nostro, composto da persone che ben si conoscono e stanno fianco a fianco tutti i giorni. Riguardo poi il numero dei dipendenti si evidenzia che il riferimento ai dipendenti dei cantieri lavoro presenti decenni fa non possono essere messi nello stesso calderone del personale in pianta stabile al comune, in quanto finanziati con apposite riscorse stanziate da altri Enti e vincolate al quel fine. Ad ogni buon conto di evidenzia che Il Comu di Uta ha sempre attivato, e tutt’ora ha in corso, ogni cantiere lavoro reso possibile dai progetti previsti della Regione o da altre Istituzioni, come ad esempio: i cantieri Lavoras, quelli relativi al reddito di cittadinanza o al Reis. Ovviamente queste scelte non sono di competenza di nessun Comune.
In ultimo si segnala che, per agevolare l’erogazione dei servizi ai cittadini, abbiamo attivato quanto possibile per innovare tecnologicamente l’ente, oltre ad attivare delle esternalizzazioni di servizi in grado di poter limitare l’impatto sul lavoro quotidiano del personale. Siamo consci che ci sia ancora tanto da fare e lo faremo insieme a loro e condividendo le scelte migliori perché mai come nei Comuni l’unione fa la forza e il personale è il motore di ogni azione amministrativa in favore dei nostri concittadini”.




















