Ha 107 anni e una vita attraversata da guerre, sacrifici e cambiamenti epocali. Eppure oggi, nel tratto finale del suo lungo cammino, si trova a combattere contro la burocrazia.
È la storia di nonna Erminia, raccontata nell’edizione delle 13.00 del TG5 all’interno della rubrica Indignato Speciale. Una pensione che non basta Nonna Erminia vive in una residenza sanitaria assistita. Come accade a molti anziani non autosufficienti, l’intera pensione viene assorbita dalle spese della struttura. Una situazione già di per sé delicata, che lascia pochissimo margine per spese personali o imprevisti.
A complicare ulteriormente le cose è arrivata una richiesta di rimborso legata – secondo quanto emerso nel servizio – a presunte somme da restituire. Una comunicazione che ha gettato nello sconforto la famiglia, chiamata a districarsi tra carte, uffici e richieste formali mentre cerca di garantire serenità e dignità a una donna ultracentenaria. Il peso della burocrazia sui più fragili.
La vicenda solleva interrogativi più ampi: è giusto che una persona di 107 anni debba affrontare procedure amministrative complesse? È possibile prevedere percorsi semplificati per i cittadini più anziani e vulnerabili? Spesso le richieste di rimborso da parte di enti previdenziali o pubbliche amministrazioni derivano da ricalcoli, verifiche o presunti indebiti. Tuttavia, quando a essere coinvolte sono persone in condizioni di estrema fragilità, il tema non è soltanto tecnico ma anche umano e sociale. Una storia che diventa simbolo Il servizio del TG5 ha acceso i riflettori su un caso che, pur nella sua specificità, rappresenta una realtà diffusa: anziani e famiglie che si trovano soli davanti a comunicazioni formali difficili da comprendere e da gestire. La storia di nonna Erminia non è soltanto una denuncia.
È il racconto di una generazione che ha contribuito alla costruzione del Paese e che oggi chiede, semplicemente, rispetto e tutela. Mentre si attende un chiarimento definitivo sulla vicenda e sull’eventuale rimborso richiesto, resta l’immagine potente di una donna che ha superato il secolo di vita e che meriterebbe di vivere questi anni nella massima tranquillità. Perché la giustizia, a volte, non è solo una questione di norme. È una questione di umanità.

























