Saggista e analista geopolitico, ha lavorato per oltre vent’anni nella finanza pubblica sarda, occupandosi di sviluppo imprenditoriale e finanza innovativa. È stato deputato dal 2018 al 2022, vicepresidente della Commissione Esteri e presidente della Commissione Italia-Cina.
Ha rappresentato l’Italia anche all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Da sempre impegnato per la pace e le relazioni internazionali, è autore di diversi saggi, tra cui “Strategie per una guerra mondiale” e “Barack Obush” (con Giulietto Chiesa). Dirige il sito “Megachip” e ha co-fondato “Pandora TV”. Collabora con la rivista Visione. Parla cinque lingue. Il suo motto: «Se vuoi la pace, prepara la pace».
Al Festival Pino Cabras ha presentato il libro:

Mentre Gaza brucia e la propaganda domina, Cabras smaschera il “Sionismo Reale” e l’inganno mediatico, denunciando censura e gridando verità contro la menzogna.
“Vengo dalla Prima Repubblica, mettiamola così, e come molti della mia generazione è allora che ho imparato l’essenziale della questione israelo-palestinese. Guardavo con naturale simpatia al mondo laico e nazionale di Yasser Arafat, che non è stato sconfitto per inerzia o fatalità, ma scientemente demolito: dagli esponenti del Sionismo Reale, in convergenza con leadership occidentali subalterne al mondo neocon, e in combutta con quel fondamentalismo che le petromonarchie del Golfo hanno usato come leva per disinnescare il nazionalismo arabo laico.
È da lì che nasce la mia impostazione, che perdura intatta: uno sguardo laico e politico che mi fa guardare con assoluto disincanto a Hamas, senza bisogno di demonizzazioni rituali. Proprio per questo ho sostenuto l’appello per la liberazione di Marwan Barghouti: davanti a tanti che rimuovono il problema, occorre invece indicare un’alternativa politica reale, laica, fin qui deliberatamente soffocata”, spiega Pino Cabras.




















