Un’intera comunità si è stretta attorno al feretro di Marah Abu Zhuri, ventenne palestinese arrivata da Gaza lo scorso 13 agosto e all’ospedale di Santa Chiara di Pisa per un “severo deperimento organico” riscontrato dai medici. Alla commemorazione della ragazza, organizzata al Parco della Pace di Pontasserchio, frazione di San Giuliano Terme (Pisa), hanno partecipato centinaia di persone.
Marah, ha sottolineato il sindaco di San Giuliano, Matteo Cecchelli, “abitava a Gaza con la famiglia nella tendopoli sulla spiaggia, questo ci ha raccontato la madre. La sua famiglia ha perso tutto durante i bombardamenti: la casa, i negozi, le scuole, gli ospedali. Dopo cinque mesi di sofferenza è arrivata in Toscana con un viaggio umanitario, ma probabilmente troppo tardi. Troppo gravi le carenze fisiche che accusava”. Così “abbiamo deciso di darle una degna sepoltura nel nostro comune, nel nostro territorio“. La sua “rimarrà una tomba perpetua a memoria di tutte le generazioni sangiulianesi, come simbolo di tutte quelle ragazze, quei ragazzi, quelle persone, donne e bambini che hanno perso la vita nel genocidio di Gaza“, conclude.
Il popolo palestinese, ha aggiunto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, “ha vissuto in questi giorni momenti drammatici per la scomparsa e il funerale di Marah”. I medici “hanno fatto tutto il possibile per lei, come lo stanno facendo per i tre bambini che sono attualmente al Meyer di Firenze e per gli altri che sono all’ospedale di Cisanello a Pisa”.
Il governo Netanyahu, ha proseguito Giani, “sta occupando militarmente” Gaza “compiendo crimini di guerra“. Così “lo scudo principale per i palestinesi di Gaza” è quello “di essere riconosciuti Stato libero, indipendente, sovrano e più difendibile da parte della comunità internazionale. Auspico, quindi, che il governo faccia quello che stanno facendo la Francia, l’Inghilterra e che la Toscana ha fatto con una legge approvata in Consiglio regionale: una Palestina Stato indipendente, sovrano, in grado di scegliersi il proprio governo. Due popoli, due stati: questo è il messaggio forte che deve arrivare”.



















