Ultimo appuntamento della “Stagione Teatro di Villaspeciosa 2026” organizzata da Abaco Teatro, sotto la direzione artistica di Rosalba Piras, nell’ambito del più ampio progetto “Arte e Sostenibilità”, un ecosistema culturale integrato che, giunto ormai alla sua quinta edizione, propone un nutrito cartellone teatrale unitamente ad attività collaterali come laboratori, incontri con gli autori, mostre fotografiche, pratiche di book sharing e l’iniziativa solidale del “biglietto sospeso” per un teatro davvero accessibile a tutti.
La stagione si chiude domenica 19 aprile alle ore 19,30 con il viaggio poetico dello spettacolo “Il Cavaliere sulla Luna” firmato dalla compagnia Settimo Cielo di Roma. Testo e regia Giacomo Sette, con Gloria Sapio, Maurizio Repetto e Giacomo Sette. La messinscena propone una rilettura originale dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, trasponendo l’epica cavalleresca in una dimensione intima e contemporanea dedicata alle famiglie e alle nuove generazioni. Al centro della narrazione si muove Astolfo, un bambino sognatore che, confinato nella solitudine della propria stanza a disegnare mappe di mondi fantastici, viene emarginato dai coetanei ma trova conforto in SanGio, un amico immaginario che appare tra i raggi lunari. La situazione si ribalta quando Astolfo, arruolato con l’inganno in una scuola di scudieri e costretto a misurarsi con la durezza di una realtà marziale e rigida, si rivela l’unica speranza per salvare il regno dalla follia di Orlando, il paladino invincibile che ha perso il senno per gelosia trasformandosi in una macchina da guerra senz’anima. Attraverso un’eclettica commistione di linguaggi che spaziano dalla narrazione epica di stampo clownesco al teatro d’ombre, fino a toccare le corde del rap e dell’avanspettacolo, lo spettacolo regala al pubblico momenti di meraviglia e sorpresa. Uno per tutti il celebre volo sull’ippogrifo verso la Luna che nello spettacolo viene rielaborato come un videogame proiettato dal vivo con un’estetica che strizza l’occhio ai mondi di Roblox e Minecraft. Attingendo non solo ad Ariosto ma anche alle suggestioni di Luzzati e Duby, la compagnia Settimo Cielo costruisce un’opera che celebra la diversità e l’inclusione, dimostrando come la fantasia, spesso considerata solo gioco infantile dal mondo adulto, sia in realtà l’unico strumento capace di ricomporre le fratture di una società eccessivamente razionale. La vittoria di Astolfo non è dunque solo il recupero del senno di Orlando, ma il trionfo di una visione non violenta e curiosa della vita, che trasforma la fragilità di un bambino solitario nel valore eroico del paladino più celebre di tutti i tempi.
“Con quest’ultimo spettacolo si chiude una stagione che anche quest’anno ha saputo intercettare le sensibilità di un pubblico eterogeneo, consolidando il teatro come presidio culturale vivo e partecipato” dice la direttrice artistica Rosalba Piras e conclude: “Il successo della manifestazione, testimoniato da una platea costante e calorosa, risiede nella capacità di aver saputo alternare l’impegno civile alla leggerezza intelligente, portando sul palco linguaggi innovativi e grandi classici reinterpretati. Il cartellone ha tracciato un percorso di crescita collettiva, confermando come la scena contemporanea sia ancora lo spazio privilegiato per l’incontro, il confronto e la meraviglia, gettando basi solide e ambiziose per la programmazione futura”.
Si conclude anche la mostra fotografica “Semi di Speranza” a cura di Operazione Africa ODV, allestita nel foyer del Teatro Maria Carta, un’esposizione che ripercorre l’eredità umanitaria della missione avviata da Padre Puggioni negli anni Sessanta.

















