C’è una mostra a Cagliari, in Viale Trieste 27, che non è solo un’esposizione di fotografie: è un abbraccio, un sussurro, una dichiarazione d’amore verso la Sardegna più intima e vera.
Si chiama TerraMadre ed è il frutto sensibile e profondo del talento di Alessia Anchisi, fotografa e artista che sa guardare oltre la superficie, fino a toccare l’anima. Fino al 24 febbraio (e se siete a Cagliari in questi giorni, non perdetevela per niente al mondo), le pareti di quello spazio accogliente ospitano un viaggio per immagini dedicato alle donne sarde: madri e nonne che sembrano scolpite nella roccia eppure morbide come il vento di maestrale.
Alessia le ha incontrate, ascoltate, amate attraverso l’obiettivo, e ha saputo cristallizzare in ogni scatto quella forza antica e insieme delicata che rende unica la femminilità sarda. Le sue fotografie sono forti e poetiche allo stesso tempo. Non c’è posa artificiosa, non c’è ricerca di effetti: c’è solo verità. Una verità che a volte commuove, a volte incanta, a volte lascia senza parole. Ritrae il mistero di uno sguardo che sembra contenere secoli di storie non dette, la poesia di mani callose che hanno accarezzato figli, terre, dolori e speranze. C’è la potenza quieta di chi resiste, di chi custodisce, di chi trasmette di madre in figlia un’identità che non si piega. Alessia Anchisi non scatta semplicemente: immortala emozioni. Dà corpo e concretezza a ciò che altrimenti resterebbe solo sensazione.
Ogni immagine è un frammento di vita che vibra, un momento sospeso eppure eterno. Guardandole si sente il calore della pelle, il profumo di pane appena sfornato, il suono lontano di una canzone in sardo cantata a bassa voce. Si sente, soprattutto, l’amore con cui sono state create. Questa mostra è un percorso di emozioni, come dice lei stessa con semplicità disarmante. È un cammino lento, intimo, che invita a fermarsi davanti a ogni ritratto e a riconoscersi, o a riscoprire qualcosa di sé nelle altre donne raffigurate. È un omaggio alla terra madre – la Sardegna – ma anche alle madri terrene, quelle che generano vita, cultura, resistenza, bellezza. Alessia, con la sua sensibilità rara e il suo sguardo colmo di affetto, ci regala un dono prezioso: ci ricorda quanto sia sacro e potente il femminile, quanto sia necessario guardarlo con rispetto e tenerezza. Le sue foto non urlano, sussurrano. E quel sussurro arriva dritto al cuore.
Se siete a Cagliari, fate un salto in Viale Trieste 27. Lasciatevi avvolgere da TerraMadre. Ringrazierete Alessia Anchisi per avervi fatto incontrare, ancora una volta, la bellezza semplice e sconvolgente delle donne di questa terra. Un grazie speciale ad Alessia per queste immagini che rimangono dentro. E la speranza che il loro racconto continui a viaggiare, a emozionare e a custodire la memoria di una Sardegna viva e autentica, ben oltre la chiusura della mostra.
Di Roberto Figus

























